Venerdì 19 Agosto 2016 - 22:30

Rio, Italvolley da sogno: batte Usa e vola in finale per oro

Vittoria palpitante e degna di un film, con gli azzurri capaci di una rimonta pazzesca

Rio, Italvolley da sogno: batte Usa e vola in finale per oro

Sei semifinali consecutive, sette complessivamente, e un sogno che manca da sempre. Ora a Rio de Janeiro quel sogno potrebbe diventare realtà: il primo oro olimpico, l'unico che manca alla sua ricchissima bacheca. Al termine di una partita epica, l'Italvolley batte gli Stati Uniti al tie-break, dopo un combattutissimo duello durato due ore e un quarto, e si regala la finalissima del torneo olimpico, la terza di sempre, 12 anni dopo quella di Atene conclusa con l'argento.

Vittoria palpitante e degna di un film, con gli azzurri capaci di una rimonta pazzesca sotto la spinta del pubblico del Maracanazinho schierato per la nostra Nazionale a suon di 'Italia! Italia!'. Il 3-2 (parziali 30-28, 26-28, 9-25, 25-22, 15-9) inflitto ai tostissimi americani, già battuti nella fase a gironi e 'trasformati' dopo quel ko servito da lezione, in un concentrato di emozioni è il passo per la terza finale olimpica della sua storia. Ora Zaytsev, monumentale contro gli avversari a stelle e strisce (15 punti e 5 ace), e compagni attendono domenica, alle 13 ora locale, la vincente della semifinale tra Russia e Brasile. In palio quel gradino più alto del podio che, dopo un terzo set disastroso, sembrava destinato a restare un tabù. Gli azzurri sono stati lucidi e bravi a rialzare la testa nel quarto e poi nel decisivo tie-break e centrare un successo importantissimo.

L'avvio per gli azzurri è in salita e gli americani riescono a prendere il largo senza troppa difficoltà. L'Italia, costretta ad inseguire, appare troppo contratta, soffre dannatamente in difesa ed in più deve fare i conti con la caviglia destra malconcia di capitan Birarelli. Giocano con grande scioltezza invece gli Usa che collezionano muri vincenti. Una magia di Giannelli regala la scossa che mancava e porta l'Italia, in svantaggio di sei, a -3. Ormai liberati dalle paure, la rimonta si completa e gli azzurri vanno sul 23-23 trascinando il set ai vantaggi. In un finale di set vietato ai deboli di cuore, incitati al tifo indiavolato del Maracanazinho, Zaytev e compagni riescono ad annullare ben cinque set point. E chiudono al loro primo: l'ace di Birarelli vale il 30-28 azzurro. Decisamente più equilibrato l'inizio del secondo set.

Stavolta sono gli azzurri che provano a fuggire, ispirati da un meraviglioso Juantorena (il suo bottino finale sarà di 12 punti), ma i battaglieri avversari a stelle e strisce non demordono e replicano palla su palla. Tocca agli uomini di Speraw cavare fuori l'orgoglio e riaggiustare un finale di set che li vedeva sotto di 3.
L'Italia riesce a portarsi sul 24-24 ed anche in questa occasione i vantaggi regalano un finale thriller. Gli azzurri annullano tre set point e ne sprecano uno. La chiudono gli Usa, con un strepitoso ace di Anderson: 28-26, e conti in parità: 1-1. Nel terzo atto, partenza bruciante degli statunitensi, che scattano in fuga portandosi a +6. L'Italia pare riaccusare lo smarrimento di inizio primo set. La difesa azzurra cede praticamente ad ogni attacco. Gli avversari tengono a bada ogni possibile reazione, salutano e se ne vanno con una facilità impressionante. Mai in partita, qui, l'Italia, protagonista di un crollo inspiegabile. Si giunge ad un 24-9 che non lascia spazio ad altri commenti, gli Usa la mettono giù al primo set point e si portano avanti 2-1.

Per fortuna il quarto set si rivela molto più combattuto ed equilibrato con la squadra di Blengini che ritrova finalmente la brillantezza perduta. Gli azzurri riescono a contenere i tentativi di fuga restando appiccicati agli Usa, che però continuano a restare davanti. In un finale superlativo, emerge di prepotenza l'Italia: è Zaytsev, monumentale, a guidare la riscossa e il sorpasso. Un suo servizio viene giudicato prima fuori e poi dentro, il 24-22 infiamma il pubblico. Due set point a disposizione, ne basta uno solo, con un ace dello zar, per trascinare la battaglia al tie break: 25-22, e 2-2. Nella frazione decisiva è grande Italia: Zaysev, sempre lui, ci regala il break, l'ace di Buti vale il 9-6, prima che Juantorena firmi il 12-9: l'urlo liberatorio del Maracanazinho ci accompagna ad una finale dove si può scrivere una pagina di storia.

Scritto da 
  • Attilio Celeghini
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