Giovedì 07 Dicembre 2017 - 09:45

Roma, gli anarchici rivendicano l'attentato alla caserma dei carabinieri di San Giovanni

La bomba è esplosa alle 5,30 in via Birmania. Nessun ferito. La Federazione Anarchica Informale: "Portata la guerra a casa di Minniti"

Roma, esploso ordigno all'esterno della caserma dei Carabinieri Caccamo

Atto di terrorismo con ordigno esplosivo. È il reato contestato dalla procura di Roma in merito all'esplosione avvenuta all'alba di oggi davanti alla caserma dei carabinieri di San Giovanni e che nel pomeriggio è stata rivendicata da una sigla anarchica. "La scorsa notte abbiamo portato la guerra a casa del ministro Minniti - si legge nella nota firmata dalla cellula Santiago Maldonado della Federazione anarchica informale - i diretti responsabili in divisa, coloro che obbediscono tacendo e tacendo crepano, hanno ricevuto un assaggio di quello che si meritano". "Con questa azione - conclude la nota, al vaglio degli inquirenti - lanciamo una campagna internazionale contro uomini, strutture e mezzi della repressione".

Intanto carabinieri del Ros e del Comando provinciale proseguono le indagini ascoltando le testimonianze e passando al setaccio le immagini delle telecamere di sorveglianza della caserma in via Britannia 37 in pieno centro della capitale. La bomba, a innesco ritardato, ha danneggiato il portone, e alcune auto parcheggiate nei pressi dell'edificio. In frantumi parte del basamento in marmo e la porta a vetri di accesso alla caserma. Al momento dell'esplosione una decina di persone era presente all'interno ma nessuno è rimasto ferito. Una prima informativa sull'accaduto è arrivata oggi sul tavolo del procuratore aggiunto Francesco Caporale che coordina il gruppo antiterrorismo di Piazzale Clodio, responsabile del fascicolo.

Condanna unanime da parte delle istituzioni: di 'vile attacco' parla la ministra della Difesa Roberta Pinotti, mentre la sindaca Virginia Raggi e il presidente della Regione Nicola Zingaretti esprimono solidarietà all'Arma sottolineando la gravità di quanto successo. "Non ci faremo intimidire", afferma il comandante generale dell'Arma, Tullio Del Sette, sottolineando il massimo impegno per arrivare quanto prima all'individuazione dei responsabili.

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