Venerdì 11 Agosto 2017 - 21:30

Roma, scritte omofobe su scuola di danza: "Minacce continue"

I gestori del Vanity Dance Studio denunciano l'accaduto. Solidarietà dal vicesindaco Bergamo

Foto pubblicata sul profilo fb di Vanity Dance Studio

"Dal primo giorno che abbiamo aperto purtroppo abbiamo avuto problemi con alcune persone, minacce,  discussioni, inseguimenti, atti intimidatori, allagamenti. Con tutte le forze abbiamo cercato di andare avanti cercando di creare un clima familiare all'interno della scuola! Non abbiamo ancora avuto il coraggio di denunciare l'accaduto, oggi troviamo il coraggio di parlare". Andrea Pacifici e Simone Panella, soci nella fondazione della scuola di danza Vanity Dance Studio, e partner nella vita, si sfogano su Facebook pubblicando le immagini della scuola di danza che gestiscono, devastata con scritte omofobe.
"Queste sono le immagini di quello che abbiamo trovato nella nostra scuola giorni fa - scrivono -. Ci auguriamo che non accada ad altri quello che oggi è accaduto a noi, perché tutto questo fa veramente male!".

Si mobilitano a Roma le associazioni in difesa dei diritti Lgbt: "L'episodio è un gravissimo atto di omofobia che si scaglia contro un luogo che produce cultura e arte attraverso la danza", dichiara Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center. "Scritte ed epiteti offensive sui muri della scuola hanno costretto alla chiusura della scuola. Conosciamo bene episodi simili che periodicamente si ripercuotono in maniera simile anche presso la nostra sede a Testaccio". "Continuare a lottare e non fermarsi, come abbiamo sempre fatto. Noi saremo presto a Centocelle per poter sostenere la riapertura della scuola di danza, sostenendosi a vicenda nei momenti di difficoltà. Chiediamo alle istituzioni di vigilare. Roma non può continuare a subire attacchi omofobi del genere".

"Adesso serve sostegno alla scuola - aggiunge Francesco Angeli, presidente di Arcigay Roma - e faremo il possibile per essere vicini agli organizzatori. Necessario un intervento da parte del Comune di Roma, che non può chiudere gli occhi davanti all´episodio di omofobia. Puntuale, arriva la solidarietà del vicesindaco, Luca Bergamo: "Chi fa scritte omofobe - commenta - manifesta solo ignoranza e aggressività che sono spesso prodotto della paura di chi non ha gli strumenti per affrontarle".

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