Lunedì 12 Marzo 2018 - 19:15

Salvini punta i piedi: "Non ci hanno votato per far tornare Renzi"

Il leader del Carroccio frena sull'apertura di Forza Italia al Pd

Milano, consiglio Federale della Lega Nord

"Gli italiani non ci hanno votato per riportare Renzi, Boschi e Delrio al governo. E neanche Gentiloni". Il leader della Lega, Matteo Salvini, punta i piedi e 'snobba' le aperture di Forza Italia al Pd. Ancora: "Non andremo mai al governo se non potremo fare quello che vogliamo realizzare: cancellare la legge Fornero, controllare l'immigrazione clandestina e ridiscutere i trattati europei", sottolinea il leader leghista alla fine del Consiglio federale del partito, durato oltre due ore in via Bellerio, a Milano.

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"Chiederemo in Parlamento i voti", ribadisce. Quindi, un altro no ad accordi organici con Pd e M5S. I contatti con le altre forze politiche per cercare di raggiungere quei numeri che consentirebbero al centrodestra, a trazione leghista, di formare un esecutivo, avverranno in questi giorni. Intanto, Salvini esclude dissidi con il partito di Silvio Berlusconi nella trattativa che porterà alla scelta dei presidenti di Camera e Senato.

Primo vero test per tutti. "Problemi con Forza Italia? No, ci vedremo già questa settimana", sgonfia la polemica il leader del Carroccio, atteso in serata a Strasburgo, dove terrà nella mattinata di martedì una conferenza stampa al Parlamento europeo, dove andrà "per l'ultima volta" da eurodeputato. In via Bellerio sono arrivati, fra gli altri, il presidente Umberto Bossi, con il solito sigaro fumante in bocca, e il governatore uscente della Lombardia, Roberto Maroni, oltre al neo presidente lombardo, Attilio Fontana.

"Abbiamo analizzato - è il resoconto di Salvini - il risultato elettorale incredibile, bellissimo". E ancora: "Ho chiesto a tutti i parlamentari di essere sul territorio, nelle loro città già da oggi. Già da questa settimana tornerò a incontrare, ringraziare e a spiegare: sarò in Trentino, in Calabria, in Friuli, a Roma, a Milano. E, quindi, sono 5.691.000 italiani che ci hanno dato fiducia, a cui garantisco il massimo impegno e che faremo tutto il possibile per andare al governo e trasformare i fatti in impegni elettorali".

Ed è scattata un'espulsione. Zoraide Chiozzini, candidata mantovana nel listino per il Consiglio federale contro Salvini a sostegno dell'assessore regionale uscente all'Agricoltura, Gianni Fava, è stata messa alla porta. Aveva presentato ricorso contro il segretario, ma il Tribunale di Milano lo ha respinto nelle scorse settimane. "Oggi c'è stato un provvedimento nei confronti di una persona che ha fatto ricorso contro la Lega. Questo è da statuto: chi ricorre contro la Lega, chi attacca pubblicamente la Lega, si mette fuori dalla Lega da solo", il commento di Salvini. Che, sulle possibili espulsioni, detta le regole: "Sicuramente, chi ha fatto campagna contro la Lega, fondando altri partiti e invitando a votare altri partiti, non farà più parte della Lega. Questo mi sembra evidente".

Al centro del 'Federale' anche il tesseramento 2018, rimasto 'congelato' finora. Il simbolo di Alberto da Giussano ci sarà ancora. "Ho letto - conclude il segretario - cose bizzarre. Perché dovrei toglierlo?". Resta il fatto che la svolta nazionale del partito è in pieno corso.

Scritto da 
  • Luca Rossi
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