Lunedì 18 Giugno 2018 - 15:45

Salvini: "Faremo un censimento dei rom, quelli italiani purtroppo li dobbiamo tenere"

Poi la parziale smentita. Di Maio: "Bene, la schedatura è incostituzionale". Orfini attacca: "Meglio fare un censimento dei razzisti e dei fascisti"

Comizio di Matteo Salvini a Orbassano

Matteo Salvini continua a battere sul tema dell'immigrazione e delle comunità straniere in Italia. Stavolta, intervistato a Telelombardia, si concentra sui rom. "Al ministero mi sto facendo preparare un dossier sulla questione rom in Italia, perché dopo Maroni non si è fatto più nulla, ed è il caos". Per il ministro dell'Interno serve "una ricognizione sui rom in Italia per vedere chi, come, quanti", quindi "rifacendo quello che fu definito il censimento, facciamo un'anagrafe, una fotografia della situazione". E se gli stranieri irregolari andranno "espulsi" mediante accordi fra gli Stati, "i rom italiani purtroppo te li devi tenere a casa".

E alla famiglia Casamonica dice: "Qualcuno dei Casamonica mi minaccia e mi invita a 'rigare dritto'? Non mi spaventa, anzi mi dà ancora più forza per riportare ordine, legalità e giustizia in Italia!!!". 

POLEMICHE E DIFESE - Anche dopo la smentita - "Non parlavo di schedatura, ma di monitoraggio" - le parole di Salvini scatenano inevitabimente la reazione degli stessi rom. "Molti di noi sono cittadini italiani, la maggior parte lavora, paga le tasse, concorre alla vita cittadina, e chiede da anni di essere supportato dalle istituzioni per uscire da una situazione abitativa gravissima, che incide pesantemente sulle possibilità concrete di un futuro dignitoso", scrivono alcuni rom del campo del Poderaccio in una lettere aperta alla città di Firenze.

Loro stessi definiscono "inaccettabili" i fatti del 10 giugno scorso, quando il 29enne Duccio Dini è stato travolto e ucciso da una delle auto che si stavano inseguendo in via Canova, mentre era fermo con il suo scooter a un semaforo, e aggiungono che "è giusto che le persone responsabili di questo atto gravissimo siano assicurate alla giustizia", sottolineando che "sono rom e abitano al Poderaccio, ma questo non significa che abbiano agito in quel modo perché rom".

Contro il ministro si scagliano poi le opposizioni. "Se proprio vogliamo fare i censimenti, io partirei da quello dei razzisti e dei fascisti. Per evitarli meglio", attacca il presidente del Pd Matteo Orfini. "Parole inaccettabili e pericolose, soprattutto se pronunciate da un Ministro della Repubblica. Matteo, prima di parlare, pensa. #censimento", è il tweet del leader di Leu Pietro Grasso.

Prende in qualche modo le parti del leghista, invece, Luigi Di Maio. "Mi fa piacere che il ministro Salvini abbia smentito questa idea di schedatura, che sarebbe stata inconstituzionale", dice ai microfoni di RaiNews24.

Sulla stessa linea Alfonso Bonafede. "Il ministro Salvini ha chiarito, censimento nel senso di monitoraggio approfondito di tutto quello che c'è all'interno dei campi rom. I nostri sindaci Appendino e Raggi lo hanno già fatto", dichiara il ministro della Giustizia, ospite di "Otto e mezzo", su La7. "Salvini ha parlato anche della condizione dei bambini", aggiunge il Guardasigilli.

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MIGRANTI, SALVATAGGI E RESPONSABILITA' - Sul fronte dei flussi migratori, il vicepremier torna a ripetere: "Lo Stato torna a fare lo Stato, salveremo sempre le vite umane, ma chiederemo alle nostre navi di stare più vicine alle coste italiane. Nel Mediterraneo ci sono anche altri Paesi che possono intervenire". 

Concetto già ribadito in un colloquio con Il Giornale. "Marina militare e Guardia costiera continueranno a salvare vite come hanno fatto meritoriamente fino a oggi, ma poi ragionerò coi ministri Toninelli e Trenta, che ne hanno competenza e con i quali sto lavorando benissimo, sul fatto che è giusto salvare vite, però non sta scritto sulla Bibbia che dobbiamo essere gli unici a girare per tutto il Mediterraneo".

"Sono orgoglioso di quello che hanno fatto i nostri uomini della Marina e della Guardia costiera, però - specifica - una volta fatta chiarezza sul ruolo delle ong, anche noi dovremo essere più attenti e vicini al nostro territorio, per cui chiederò ai colleghi di tenere i nostri uomini e le nostre navi più vicini alle nostre coste". In Libia "ci andrò a brevissimo", per confermare l'amicizia tra i due Paesi e una collaborazione economica per investire in strade, infrastrutture, ospedali e altro, ma anche per ribadire il ruolo di Marina e Guardia costiera libiche, perché noi non andiamo come i francesi a dare lezioni o a colonizzare, ma a dare il nostro supporto". "Macron e i francesi sbagliano quando vanno in casa altrui a fissare date di elezioni, rischiando di complicare la situazione anziché agevolarla - riflette Salvini - Andremo rispettosamente non solo in Libia, ma lavorerò anche con il collega degli Esteri per Tunisia ed Egitto".

E mentre domenica la nave Aquarius respinta dall'Italia una settimana fa con a bordo 629 migranti è riuscita a raggiungere Valencia, Salvini, in un incontro pubblico a Seregno (Monza-Brianza), ha commentato: "Ringrazio il governo spagnolo, ma mi auguro che ne accolga altri 66.629, e spero che arrivino anche i portoghesi e i maltesi".

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