Mercoledì 13 Giugno 2018 - 16:45

Salvini va sempre all'attacco, in Senato o al mercato

Chiamato a riferire sulle vicende di Aquarius, ha 'riferito' per davvero: a suo modo, sforzandosi che il messaggio passasse forte e chiaro

Senato - Informativa sulla vicenda della nave Aquarius

Al di là dell'emozione (esplicitata pubblicamente e non nascosta) di riferire per la prima volta in Senato da inquilino del Viminale, va detto che Matteo Salvini ha saputo mantenere fede al suo cliché di 'duro', di uomo dalle interlocuzioni esasperatamente dirette, di politico scevro dalle perifrasi ancorché si trovasse di fronte a un tema delicato, anzi minato, come quello dei migranti. Chiamato a riferire sulle vicende di Aquarius, ha 'riferito' per davvero: a suo modo, sforzandosi che il messaggio passasse forte e chiaro, infischiandosene delle proteste da bar sport, incassando gli applausi, leggendo e poi andando a braccio, alzando la voce, non abbassando mai il profilo dello scontro. Matteo boom boom, insomma.

Salvini ha raccontato tutto ciò che doveva raccontare passando subito all'attacco ventre a terra; ha puntualizzato menando fendenti a francesi e spagnoli; ha chiosato l'intera vicenda tirando le orecchie all'Europa e alla burocrazia internazionale. In fondo, il leader della Lega è stato coerente con se stesso e con il programma che vuole portare, Come se non fosse stato in un emiciclo dai pregiati velluti rossi ma in una piazza per un comizio elettorale, uno dei tanti. Ecco, conviene che tutti, amici e nemici, alleati e oppositori, facciano l'orecchio a questo modo ossuto, appuntito di esporre idee e pensieri. Che possono essere condivise o non condivisibili ma che non saranno mai vittime di equivoco. Al Senato o al mercato per Salvini il grigio non esiste, ci sono il bianco e il nero, giusto o sbagliato, o con me o contro di me.

Ne sanno qualcosa all'Europarlamento. Un mercoledì di qualche mese fa, il ciclonico Matteo prese la parola e chiese l'intervento di "medici bravi" per curare i deputati che discutevano del bavaglio a Facebook invece di occuparsi di disoccupazione e di migranti. E' la comunicazione - non solo social - della Terza Repubblica più che del Terzo Millennio, slogan spogliati di qualsiasi involucro peloso e sparati in faccia a chi ascolta, in Italia e (nel caso) all'estero. Immaginiamo che né Emmanuel Macron né Pedro Sanchez siano attrezzati per dialogare così, senza paraventi, senza schermi protettivi, senza ammortizzatori dialettici.

Di sicuro questa maniera di porsi è nuova e stordente, anche se si prendono le contromisure a tutto e a tutti. Sarà il tempo e la storia a stabilire se (o chi) avrà ragione.

Scritto da 
  • Vittorio Oreggia
Accedi per lasciare commenti

Ti potrebbe interessare anche

Crollo Genova, i vigili del fuoco proseguono ispezione area ponte

Genova, Mit e Autostrade nel mirino. Pressing per dimissioni Ferrazza

Bufera sull'architetto alla guida della commissione d'inchiesta del ministero

Genova, crollo Ponte Morandi: le case evacuate della zona rossa sotto al ponte

Genova, M5S: "Forza Italia e Pd hanno favorito i concessionari autostradali"

Per i pentastellati "sono stati proprio i governi di centrodestra e centrosinistra a costruire un sistema insano"

Genova, il giorno dopo il crollo del ponte

Genova, Governo all'opera: studia 'piano Giorgetti' e dialoga con Fi

La proposta del sottosegretario alla presidenza del Consiglio: "Non riguarderà solo autostrade e ponti ma anche le scuole. Sarà un'operazione di manutenzione senza precedenti"

Genova, crollo Ponte Morandi: Matteo Salvini sul luogo del disastro

Autostrade, l'ipotesi nazionalizzazione agita il governo e la Lega

Fa discutere anche il voto del Carroccio, nel 2008, a favore della conversione del decreto 'Salva Benetton'