Giovedì 17 Agosto 2017 - 07:15

Scandicci si stringe a famiglia Ciatti. Padre: Assassini paghino

"Dobbiamo essere forti anche quando le telecamere si spegneranno", ha detto il sindaco Fallani entrando nella chiesa gremita

Scandicci si stringe alla famiglia di Niccolò Ciatti. L'omicida: "Ho fatto cosa orribile"

C'erano tantissimi cittadini di Scandicci (Firenze), sindaco Sandro Fallani in testa, alla veglia di preghiera, che si è tenuta questa sera nella chiesa di Gesù buon pastore, per Niccolò Ciatti, il giovane scandiccese ucciso a calci e pugni in una discoteca di Lloret de Mar, in Spagna. C'erano gli amici che erano lì con lui in vacanza a Lloret de Mar, e che hanno cercato di difendere Niccolò dai suoi aggressori. C'erano i ragazzi che il giovane frequentava, tra il lavoro al Mercato Centrale di Firenze e le serate in discoteca, la palestra e le partite di calcetto. Tutti presenti per far sentire la vicinanza della comunità ai genitori di Niccolò, Luigi e Cinzia, alla sorella Sara e alla fidanzata Ilaria. E loro, i familiari di Niccolò, erano in prima fila, distrutti dal dolore.

"È il momento del dolore e del raccoglimento di una città intera. Dobbiamo essere forti anche quando le telecamere si spegneranno", ha detto il sindaco Fallani entrando nella chiesa gremita. E tante persone riempivano la piazza fuori dalla parrocchia, in silenzio.

"Una morte ingiusta, totalmente ingiusta. Le parole della fede sono domande non spiegazioni. Queste domande possiamo rivolgere a Gesù sulla croce per noi, Gesù che condivide con noi l'assurdità del male e della morte e può aiutarci a vedere la luce della speranza anche in un momento buio come questo". Con queste parole il parroco don Giovanni Paccosi ha introdotto la preghiera.

"Ho ricevuto telefonate da tutta Italia - ha aggiunto il parroco - e tutte erano di genitori che volevano esprimere vicinanza alla famiglia di Niccolò. Tanti mi hanno detto che avevano figli dell'età di Niccolò e erano consapevoli che la stessa cosa poteva accadere anche a loro. Questo è un amore più forte dell'odio".

In chiesa dilagava la commozione tra quanti conoscevano e volevano bene a Niccolò Ciatti. Mentre da Roma oggi è arrivata la notizia che il ministro degli Esteri Angelino Alfano ha avuto un colloquio telefonico con il collega spagnolo, Alfonso Dastis, per sensibilizzarlo in merito alla tragedia di Niccolò Ciatti. "L'Italia è profondamente addolorata e sgomenta per quello che è accaduto a Lloret de Mar, dove il giovane Niccolò Ciatti è stato vittima di un efferato omicidio perpetrato la scorsa settimana da tre ceceni" ha detto Alfano al ministro spagnolo. Alfano, al corrente della conclusione dell'autopsia sul corpo del giovane italiano, ha chiesto all'omologo spagnolo di far accelerare le procedure per il rimpatrio della salma di Niccolò a Scandicci, dove i familiari e i concittadini intendono rendergli l'ultimo saluto. E nel giorno delle esequie del ventiduenne italiano, il sindaco di Scandicci ha già fatto sapere che verrà proclamato il lutto cittadino. "Siamo pronti ad accogliere Niccolò. Domani sentiremo il consolato. Devo ringraziare il governo che si sta prodigando per questa vicenda" ha detto ancora Fallani questa sera prima della veglia di preghiera.

"Il locale ha detto che sarà chiesta la pena più alta per l'omicida? Io me lo auguro e spero che rimangano veramente in carcere. La rabbia è tanta e pensare di avere un figlio di ventidue anni sepolto e questi giovani che hanno venticinque anni e fra dieci-quindici anni o vent'anni saranno fuori, vuol dire che non gli sarà fatto un gran male. Questo non lo trovo giusto, dovrebbero essere al posto di mio figlio". Lo ha detto dopo la veglia di preghiera per il figlio, Luigi Ciatti, padre di Niccolò il ventiduenne ucciso a calci e pugni in una discoteca di Lloret de Mar, in Spagna.

Sul fronte delle indagini, infine, è arrivate dalla Spagna la conferma che il ceceno ventiquattrenne esperto di arti marziali, Rassoul Bissoultanov, accusato dell'omicidio di Niccolò Ciatti, ha ammesso di essere lui l'uomo che nel video della telecamera di sorveglianza della discoteca sferra un calcio in testa al giovane italiano lasciandolo a terra privo di sensi.  Davanti al magistrato spagnolo che lo ha interrogato ha detto di essersi reso conto di aver fatto "una cosa orribile". Il giudice ha convalidato il fermo, anche sulla base delle immagini e delle dichiarazioni degli altri due ceceni che erano con Bissoultanov, arrestati e scarcerati quasi subito. I due avrebbero scaricato le responsabilità sul loro amico dicendo che avrebbe agito sotto l'effetto di droga e alcol.

 

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  • redazione web
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