Mercoledì 22 Marzo 2017 - 08:00

Sci, stagione da record per gli azzurri. E Goggia: Compagnoni un'icona

Parlano i numeri: 43 podi nello sci alpino, tre nel fondo e in combinata nordica, uno nel salto e nel frestyle, dieci nei biathlon, 16 nello snowboard, 35 nello slittino naturale, quattro in quello artificiale, nove nello sci alpinismo e quattro nello sci velocità

Sci, stagione da record per gli azzurri. E Goggia: Compagnoni un'icona

 Chiamatela pure la stagione del rilancio degli sport invernali italiani. Parlano i numeri: 43 podi nello sci alpino, tre nel fondo e in combinata nordica, uno nel salto e nel frestyle, dieci nei biathlon, 16 nello snowboard, 35 nello slittino naturale, quattro in quello artificiale, nove nello sci alpinismo e quattro nello sci velocità. Ma parlano soprattutto le facce dei campioni. Sorridenti e fiere. Da Federico Pellegrino a Sofia Goggia,  passerella per le stelle con la medaglia al collo a Milano per il bilancio di fine stagione della Federazione italiana sport invernali. "Io sono contentissima di questa stagione, anche perché sono proprio partita dal nulla. Ho avuto una continuità ottima nelle varie discipline. Non potevo chiedere di meglio. Sono felicissima ma un po' esausta", scandisce la Goggia, vincitrice del SuperG e della discesa libera in Coppa del Mondo in Corea del Sud e bronzo ai Mondiali di Sankt Moritz nello slalom gigante. "Io nuova Compagnoni o Tomba? No - chiarisce - perché i paragoni con due campioni del loro calibro non possono essere fatti, anche perché apparteniamo a due generazioni completamente diverse che si discostano. Loro sono le icone dello sci, però io alla fine ho fatto 13 podi e Deborah 44. Volete paragonarmi a una del  genere? Mi sembra una cosa un po' esagerata". Qualche tensione con Federica Brignone "succede. Siamo ragazze che convivono insieme da settembre fino a marzo, sette mesi. E' come dire essere - spiega Goggia - in una grande famiglia: ogni tanto si litiga anche con i propri fratelli di sangue, figuriamoci con gli altri".
E poi c'è Federico Pellegrino, reduce anche dall'oro da record nella sprint individuale di tecnica libera ai Mondiali di Lathi, in Finlandia. "Nonostante un inizio di stagione molto difficile - racconta con orgoglio - siamo riusciti a trovare le gambe. Sapevo che ormai il grosso lavoro era stato fatto quando sono arrivato al Mondiale. Quando sei lì, dici: 'Se non mi sveglio oggi, devo aspettare altri due anni'". Il talento azzurro non vuole fermarsi: "Le Olimpiadi invernali in Corea del Sud del 2018? Io ci credo. C'è  da fare un piccolo step dopo le vittorie ai Mondiali e in Coppa del mondo. Lo voglio veramente tanto. Ormai siamo molto forti e temuti. L'altro ieri - conclude Pellegrino - è finita la stagione, ho già tanta voglia di tornare ad allenarmi per l'anno prossimo". Peter Fill, ancora, va fiero del suo risultato: "La seconda Coppa di discesa è un'impresa straordinaria per me. È un successo che premia la stagione, la costanza. Per me una Coppa di disciplina vale cinque Mondiali". Mentre Michela Moioli, con un bronzo in bacheca nello  snowboard cross, dice orgogliosa: "Sono molto soddisfatta, era l'obiettivo della stagione. Sabato mi gioco ancora la Coppa del mondo e arrivo con meno pressioni".
"Non ho mai avuto dubbi io, ho sempre avuto fiducia sugli atleti. Hanno lavorato in funzione della Coppa del mondo, dei Mondiali e anche in prospettiva olimpica", segnala Flavio Roda, presidente della Fisi. "Le Olimpiadi invernali del 2018 in Corea del Sud? Io penso che  le prospettive sono ottime. Con una base del genere non avrei nessun dubbio".
 

Scritto da 
  • Luca Rossi
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