Domenica 01 Ottobre 2017 - 23:00

Serie A, Atalanta-Juventus 2-2: Caldara-Cristante, salta settebello bianconero

Il pareggio sfila la leadership ai campioni d'Italia, secondi alle spalle del Napoli

Serie A - Atalanta vs Juventus

Niente da fare, la Juventus non ha calato il suo settebello perché a Bergamo, in vantaggio di due gol contro l'Atalanta, si è fatta rimontare; perché stavolta Dybala ha sbagliato il rigore del 3-2; perché dopo mezz'ora esaltante si è avvitata su se stessa e ha legittimato la reazione dell'avversario; perché probabilmente alcuni giocatori sono stanchi; perché il contributo dei nuovi acquisti continua a essere deficitario. Il pareggio sfila la leadership ai campioni d'Italia, che sono secondi alle spalle del Napoli e che alla ripresa del campionato dopo la sosta affronteranno la Lazio, non proprio una passeggiata di salute. Nella dinamica del match è stata molto invasiva la Var: con la tecnologia è sfumato il gol di Manduzkic (sarebbe stato il 3-2) mentre è rimasto il penalty fallito dalla Joya.

Sembrava tutto finito in venti minuti o poco più, il tempo impiegato dalla Juventus per prendere possesso della partita, segnare due reti con Bernardeschi (21': tap in sulla respinta fasulla di Berisha) e Higuain (24': assist di Bernardeschi, controllo e tiro all'incrocio), per dare un senso quasi definitivo alla sfida contro un'Atalanta appena ordinata e nulla più. Poi una punizione del Papu non trattenuta da Buffon con conseguente gol di Caldara ha rimesso il match in equilibrio. Faccia a faccia senza veli, senza remore, persino con un buon ritmo tenuto conto delle recenti fatiche internazionali. Per la verità, Gasperini aveva provveduto a sostituire l'improponibile Cornelius con Ilicic e a ridare una connotazione credibile alla sua squadra perché così, con lo spilungone a fare a capocciate con Chiellini, non sarebbe andato lontano. L'altro ritocco decisivo è stato l'inserimento di Petagna, ma nella ripresa.

Allegri i cambi li ha fatti subito: diverse le corsie esterne rispetto alla Champions (Lichtsteiner e Bernardeschi a destra, Asamoah e Mandzukic a sinistra), in mezzo al campo Matuidi con accanto la rivelazione Bentancur, uno che macina calcio con la sapienza di un trentenne, lui che di anni ne ha appena venti, al centro dell'attacco il redivivo Higuain, assistito da Dybala. Sul talento argentino, Gasperini ha appiccicato Palomino, in una martellante marcatura a uomo: marcatura che la Joya alla lunga ha dimostrato di patire un po'. La Juventus è stata più concreta del solito: tre occasioni e due gol nel primo tempo; a tratti è stata anche umile nell'accettare il confronto con l'Atalanta con un atteggiamento da provinciale. Spettaccolare no quasi mai, però questa non è più una notizia. Semmai fanno scalpore alcuni pericolosi black out collettivi.

La Var ha trasformato il 3-1 di Mandzukic in ammonizione per Lichtsteiner dopo 11 minuti della ripresa, un episodio che avrebbe potuto chiudere definitivamente il match e che invece ha contribuito solo a rendere più calda l'atmosfera in campo. In effetti, lo svizzero ha usato il gomito per fermare Gomez, anche se Damato non se ne era accorto nonostante fosse vicino all'azione. Il pareggio di Cristante (22': traversone di Gomez e zuccata del centrocampista) non ha sorpreso nessuno, dal momento che la pressione atalantina era diventata costante e la Juventus sembrava  aver perso le coordinate della gara oltre a un po' di gamba. Ancora la Var è stata determinante nell'assegnazione del rigore concesso per un tocco di spalla-braccio di Petagna, rigore che Dybala ha sbagliato esaltando le doti di Berisha.

Scritto da 
  • di Vittorio Oreggia
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