Sabato 12 Agosto 2017 - 11:45

Street art, Ibiza è pronta per la nuova edizione del Bloop Festival

Anima italiana, lo organizza la Biokip Labs. Appuntamento dal 23 agosto al 9 settembre

Bloop, Festival internazionale di arte proattiva

"Quello che abbiamo fatto, in fondo, è far alzare il braccio di novanta gradi alle persone". Mentre lo dice, Matteo Amadio mima il gesto di chi passa dal fotografare col proprio smartphone qualcosa che sta a terra - tipicamente un ubriaco svenuto in piazza alle prime luci del mattino - all'immortalare qualcosa che sta su un muro. Per Matteo, figura a dir poco anomala di imprenditore under 40, partito come pr delle discoteche fuori Roma e arrivato a organizzare una rassegna di arte contemporanea a Ibiza con la sua agenzia Biokip Labs, il senso del Bloop Festival è questo: "Mettere il ragazzino che arriva sull'isola attratto solo dall'alcool a basso prezzo nelle condizioni di pensare che c'è anche qualcos'altro". Un percorso partito nel 2011 dal faro di Sant Antoni de Portmany, piccolo comune sulla costa ovest, storicamente meta di adolescenti inglesi orientati prima di tutto agli eccessi notturni, e che il prossimo 23 agosto vedrà il festival inaugurare la sua sesta edizione - si chiuderà il 9 settembre - con uno spostamento del quartier generale nel centro storico della città di Ibiza. In mezzo ci sono la partecipazione di oltre 150 artisti internazionali a un progetto che ha trasformato decine di location sull'isola in gallerie a cielo aperto, grazie alla realizzazione di gigantesche opere pittoriche, e qualche riconoscimento importante, come l'inserimento nella guida alla street art mondiale curata da Lonely Planet.

"Il nostro obiettivo è far pensare la gente, poi nel risultato ci sta anche il fatto che riusciamo ad abbellire le città", precisa Matteo, senza nascondere le difficoltà di un progetto portato avanti con budget ridotti e non senza occasionali incomprensioni con la classe politica. Panni sporchi che il Bloop ha però sempre voluto lavare pubblicamente. La ragione dello spostamento del quartier generale da un comune all'altro, ad esempio, è spiegata chiaramente sul manifesto della nuova edizione: "Nel 2016, edizione 'Senza paura' del Bloop Festival, il consulente culturale di Sant Antoni ha deciso di censurare un murale dedicato al tema del bullismo nella OpenAir.Gallery". Con una mossa spiazzante, la cancellazione dal muro di una scuola dell'opera, che mostrava una piccola mano nell'atto di alzare il dito medio contro una mano più grande, è stata trasformata nell'ennesima occasione di interazione col pubblico. Biokip Labs ha infatti prodotto una app che permette di ridipingere virtualmente il murale su qualsiasi edificio attraverso la fotocamera del proprio cellulare, pubblicando poi il risultato su Instagram. Una scelta in linea con quella che è la "ragione sociale" dell'evento, che fin dal suo primo anno si presenta come "Festival Internazionale di Arte proattiva". Arte, cioè, che richiede la partecipazione del pubblico e il suo coinvolgimento.

"I lavori che presentiamo si dividono in due categorie: ci sono quelli permanenti, che rimangono sui muri e diventano patrimonio dell'isola, e ci sono quelli effimeri, che servono a richiamare l'attenzione delle persone nel periodo del festival", spiega ancora l'organizzatore. Per quanto riguarda l'edizione 2017, che sarà focalizzata sul tema dei "Cambiamenti", due opere permanenti sono già state realizzate: l'artista greco Ino e quello messicano Spaik hanno dipinto a fine luglio i loro muri. Ma il Bloop ha ancora molto altro in serbo: la spagnola Montse Nadal creerà un'opera di land art con materiali organici, un ulteriore intervento installativo coinvolgerà l'area del porto e l'italiano Lo Spino - presente fin dal 2011, così come il sound artist Pineapple Crocodile - svelerà una nuova installazione video, giusto per citare alcuni dei punti fermi di un programma che, per scelta, non viene mai svelato in anticipo fin nel dettaglio. Poi, a fine settembre, si penserà al futuro. Che potrebbe vedere altre città affiancarsi a Ibiza: "Ci piacerebbe portarlo in giro per il mondo. Stiamo cercando i partner giusti per farlo diventare un festival itinerante".

Scritto da 
  • Marco Valsecchi
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