Giovedì 01 Marzo 2018 - 08:30

Tante domande sulla tragedia di Cisterna. Ma Capasso poteva essere fermato?

Gli esposti della moglie dell'uomo che le ha sparato e ha ucciso le loro figlie. Quali risposte? Cosa hanno fatto i carabinieri? Era possibile togliergli almeno la pistola d'ordinanza?

Carabiniere spara alla moglie e si barrica in casa con due figlie

Adesso sembra che tutti sapessero tranne quelli che avrebbero dovuto intervenire. Il 4 settembre scorso, Antonietta Gargiulo, la donna che ha perso le figlie di 8 e 13 anni e giace al San Camillo tra la vita e la morte, la donna che, quando se ne parla, tutti o quasi dicono "Sarebbe meglio per lei che non si svegliasse dal coma....", aveva gridato alle forze dell'ordine il suo malessere e non era stata ascoltata. Almeno non abbastanza, come i fatti hanno dimostrato al di là di ogni dubbio.

Ieri sera, intervistata a Porta a Porta, Maria Belli, avvocata di Antonietta, raccontava con pacato dolore, quasi un po' sconcertata, quasi come se cose di questo genere ne avesse già viste, almeno per la parte in cui una donna chiede aiuto e non viene ascoltata.

Cerchiamo di ricostruire cosa è successo in base al racconto dell'avvocata e di altre fonti:

1) Il matrimonio tra Luigi Capasso e Antonietta Gargiulo non aveva funzionato quasi fin dall'inizio (si erano sposati nel 2001). Motivo la gelosia assurda e immotivata di lui, il suo bisogno psicotico di controllo. Le bambine, a detta dell'avvocato, erano quasi uno strumento di pressione sulla moglie. Certo, Capasso gridava al mondo che le amava e che la moglie non gliele lasciava vedere. In realtà, soprattutto negli ultimi anni, le spaventava e le utilizzava continuamente contro di lei. I due frequentavano un centro diocesano di aiuto alle famiglie a Cisterna di Latina. Un supporto psicologico che entrambi avevano intrapreso per problemi di coppia.

 

Loading the player...

2) Il matrimonio tra Antonietta e Luigi era arrivato alla fine. Il 4 settembre scorso, lui l'aspetta davanti al posto di lavoro alla Findus di Cisterna e la prende a schiaffi davanti ai colleghi gridandole cose irripetibili. Lei va dall'avvocata e le chiede consiglio. La legale le dice di denunciarlo e di farla finita. Antonietta, pensando alle bambine e al lavoro di lui, si limita ad andare avanti con la pratica di separazione e a un esposto in cui chiede che Luigi sia obbligato a stare lontano da lei e dalle bambine. Poi cambia la serratura di casa e gli chiede di smetterla. Lui assicura, piange, garantisce che la smetterà. Ma non deve essere molto sincero se arriva (consigliato da chi? C'è un altro avvocato in questa storia?) a fare un controesposto lamentandosi del fatto che Antonietta lo tiene fuori casa, non gli fa vedere le bambine, gli impedisce di prendere le sue cose in casa. Pare di vederlo: "Come faccio ad andarmene se lei non mi fa prendere neppure i vestiti? Se ha cambiato la serratura?". Gli esposti di Antonietta (presentati per delicatezza alla Polizia e non ai colleghi carabinieri del marito) sono due: uno del 7 settembre e l'altro dei primi di gennaio.
 

3) Anche le bambine sono spaventate. Perché il padre le ossessiona con telefonate in cui chiedeva (soprattutto a Martina, la più grande, quasi quattordicenne) cosa faceva la madre. Le andava a prendere a scuola e le terrorizzava anche lì. L'avvocata ha parlato di un caso in cui la ragazzina ha avuto una crisi di panico ed è stata portata in ospedale.

4) I segnali, dunque, c'erano tutti. Ma, davanti, agli esposti, a quanto è stato dato di sapere finora, Capasso non sarebbe stato convocato e avrebbe ricevuto soltanto una telefonata dal commissariato in cui l'avevano invitato a comportarsi meglio. Lui aveva risposto piangendo che sì, fatti come quello di settembre, non si sarebbero più ripetuti. In compenso, il controesposto di Luigi aveva avuto miglior fortuna: Antonietta era stata convocata e aveva dovuto raccontare tutto quello che le stava succedendo. Risultato? Niente di niente. Ciò che sappiamo è che il 30 gennaio scorso l'uomo aveva superato un test psicologico di idoneità professionale: una prova di routine effettuata da una commissione specifica nei casi in cui i militari stanno attraversando un momento di crisi, come era quello della separazione tra Capasso e sua moglie. Secondo quanto si apprende l'uomo dice, in quell'occasione, di vivere fuori casa da mesi perché così vuole sua moglie ma ammette i suoi errori e dice di voler tornare con le bambine.

5) Non si sa, ma sarebbe bello che qualcuno spiegasse, cosa è successo quando la signora Gargiulo ha presentato i suoi due esposti alla Polizia. Qualcuno ha telefonato ai carabinieri per dire: "Guardate che Capasso è violento e pericoloso. Non sarebbe meglio togliergli la pistola per qualche mese?"? Ieri sera, Vespa, alla domanda della criminologa Roberta Bruzzone, si è lasciato scappare un "....Ma un carabiniere senza pistola...". Ebbene sì, un carabiniere (anche in Italia, come vediamo nei film americani) può essere obbligato a sostenere un percorso psichiatrico e gli può essere tolta la pistola. Cisterna non è precisamente il Far West e, purtroppo, a quanto si sa, Capasso la sua pistola d'ordinanza, l'ha usata solo contro la moglie e le figlie prima di rivolgerla contro se stesso.

6) Insomma, se la polizia avesse chiamato i carabinieri (invece di chiamare solo Antonietta a rispondere a domande inopportune sull'esposto del marito), forse qualcosa sarebbe successo. E se, invece, la Polizia avesse chiamato i carabinieri, la cosa sarebbe ancora più grave. Perché l'eventuale chiamata dal commissariato di Cisterna all'Arma si sarebbe sommata a una visita (o a una telefonata) che Antonietta avrebbe fatto ai superiori del marito. Qui le cose non sono chiare: è vero o non è vero che Antonietta Gargiulo ha parlato anche con i superiori del marito? Può darsi che l'abbia fatto stando attenta a non rovinargli la reputazione e a non rischiare di fargli perdere il posto di lavoro. Ma qualcosa, poi, nell'Arma si è mosso? Ieri, davanti alla casa della tragedia, il comandante provinciale Gabriele Vitagliano ha detto di non aver mai conosciuto di persona Luigi Capasso ma ha fatto intendere che qualcosa del suo comportamento non precisamente corretto i carabinieri sapevano. Non era sufficiente a togliergli la pistola d'ordinanza e a ridurre di molto le probabilità che accaddesse quello che poi è accaduto?

Scritto da 
  • Massimo Razzi
Accedi per lasciare commenti

Ti potrebbe interessare anche

Roma, incidente in scooter: muore a 29 anni lo chef Alessandro Narducci

Con lui in moto c'era anche la sua collega 25enne Giulia Puleio: per entrambi i soccorsi sono stati inutili. Procura ha aperto un fascicolo per omicidio stradale

Ostia, confiscati beni per oltre 18 milioni al clan Fasciani

Colpiti i presunti capi dell'organizzazione mafiosa, i fratelli Carmine e Terenzio

Stadio Roma, nuove ammissioni dal manager di Parnasi: "Lanzalone? Era il Campidoglio"

Interrogato dai pm Luca Caporilli, il dirigente stretto collaboratore del costruttore finito in manette

Virginia Raggi esce dal Campidoglio per andare in procura

Stadio della Roma, Raggi di nuovo in procura. Di Maio: "Lanzalone in Acea? Fu premiato il merito"

Già venerdì scorso la sindaca aveva chiarito una serie di dettagli della collaborazione instaurata con l'ex presidente della partecipata coinvolto nello scandalo