Martedì 06 Marzo 2018 - 17:00

Tensioni al sit-in per Idy Diene, il senegalese ucciso a Firenze

Ieri l'omicidio sul Ponte Vespucci. Contestato anche il sindaco Nardella

Firenze, omicidio sul ponte Amerigo Vespucci

Ancora un giorno di tensione per la comunità senegalese di Firenze, che si è ritrovata sul Ponte Vespucci, teatro ieri dell'efferato omicidio di Idy Diene, ambulante di 54 anni freddato dalla pistola del tipografo sessantacinquenne Roberto Pirrone, che avrebbe sparato a caso, sostiene, al fine di essere arrestato, dopo aver scartato l'idea del suicidio. Ieri la protesta spontanea di una cinquantina di connazionali della vittima, che non credevano al movente casuale, è sfociata in danneggiamenti per le vie del centro cittadino.

La comunità senegalese fiorentina era già stata duramente colpita il 13 dicembre del 2011, quando l'estremista di destra Gianluca Casseri uccise a colpi di pistola, in piazza Dalmazia, Samb Modou e Diop Mor. Oggi pomeriggio il sit-in sul luogo dell'omicidio di ieri, con alcune centinaia di persone, per lo più senegalesi, oltre a una cinquantina di appartenenti ai centri sociali. Improvvisamente, all'arrivo del sindaco di Firenze Dario Nardella, che era stato invitato a partecipare al presidio dai rappresentanti della comunità senegalese, è esplosa la contestazione. Nardella è stato spintonato e insultato, e avrebbe anche ricevuto uno sputo da un giovane di area antagonista. Gli uomini della Digos hanno allontanato i più facinorosi, mentre il sindaco ha lasciato il sit-in.

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"Firenze è una città aperta. Noi abbiamo condannato con durezza l'atto criminale di cui è stato vittima Idy Diene, non siamo per l'intolleranza e la violenza. Ma queste manifestazioni non fanno bene, non vanno bene", ha detto Nardella allontanandosi. Sull'aggressione subita dal sindaco è intervenuto il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Eugenio Giani, affermando che "sputare addosso a un sindaco è una violenza inaccettabile". Intanto, mentre si registravano le prime reazioni a quanto accaduto a Nardella, i manifestanti hanno tentato di superare il cordone delle forze dell'ordine per sfilare sui lungarni verso Ponte Vecchio. Ma polizia e carabinieri, in tenuta antisommossa, hanno respinto ogni tentativo riportando alla fine la calma. Sul posto, per rasserenare gli animi, si sono prodigati anche una deputata dell'Assemblea nazionale del Senegal, Mame Diarra Fam, e il presidente dell'Unione delle comunità islamiche d'Italia, l'imam di Firenze Izzeddin Elzir che, rivolgendosi ai manifestanti ha detto: "Questo è il momento della preghiera". Al richiamo dell'imam, decine di senegalesi si sono inginocchiati e hanno iniziato la preghiera. "Ho ricordato loro - ha spiegato l'imam - che la nostra fede religiosa ci dice che quando c'è un defunto bisogna pregare Allah e non alzare la voce o, peggio ancora, usare violenza". A poco a poco la rabbia che, da ieri divampava mista alla paura, ha lasciato il posto al raccoglimento. Sul ponte sono rimasti i fiori, i cartelli e i biglietti in ricordo di Idy Diene, morto senza un perché nella città dove viveva già da 18 anni e dove molti lo conoscevano e gli volevano bene.

Scritto da 
  • Francesco Bongiovanni
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