Lunedì 06 Novembre 2017 - 11:30

Torino, Appendino e questore Sanna indagati per piazza San Carlo

Ai reati già contestati, cioè lesioni e omicidio colposo, si aggiungerebbe anche l'aggravante di avere agito in concorso tra più persone. La sindaca: "Massima collaborazione"

Panico tra la folla che assisteva alla finale di Champions Legaue tra Juve e Real Madrid in Piazza San Carlo

Sono arrivati gli avvisi di garanzia per la sindaca di Torino Chiara Appendino e il questore Angelo Sanna per l'inchiesta sulla tragedia di piazza San Carlo a Torino, dove lo scorso 3 giugno, durante la finale di Champions League fra la Juventus e il Real Madrid il caos ha causato la morte di una persona, la 38enne Erika Pioletti, e il ferimento di 1.526 tifosi. "Pochi minuti fa mi è stato notificato dalla Procura di Torino un avviso di garanzia per i fatti di piazza San Carlo - scrive in una nota la sindaca di Torino Chiara Appendino - Offrirò come sempre la massima collaborazione agli inquirenti, poiché è interesse di tutta la cittadinanza che vengano ricostruiti i fatti e definite le responsabilità di ognuno".

Ci sono anche il presidente di Turismo Torino Maurizio Montagnese e il dirigente di Turismo Torino Danilo Bessone fra i destinatari degli avvisi di garanzia. Montagnese era già indagato per questa vicenda. Lo si apprende da fonti legali.

In totale,

sono venti gli inviti a comparire. Come si evince dalla nota della Procura, tra in reati per cui si procede ci sono omicidio colposo legato alla morte di Erika Pioletti, disastro colposo e lesioni colpose "in danno delle 315 persone che hanno proposto querela". "Deve essere comunque precisato - sottolinea la Procura torinese - che gli inviti a comparire emessi sono anche finalizzati ad acquisire le dichiarazioni difensive delle persone che accetteranno di rispondere, così da poter eventualmente compiere conseguenti ulteriori accertamenti (non esclusi i confronti che si rendessero necessari) anche nel loro interesse, sicchè non possono in alcun modo essere considerati equivalenti ad atti di promovimento dell'azione penale".

La Procura precisa anche che "allo stato non risultano individuate le specifiche ragioni che hanno determinato il panico collettivo tra le migliaia di persone presenti in piazza San Carlo e le conseguenti drammatiche vicende". Per questo "sono state esaminate circa 200 persone informate sui fatti, sono stati acquisiti filmati, documenti e provvedimenti vari, tutti dettagliatamente analizzati, sono stati effettuati sopralluoghi nella predetta piazza e nel parcheggio sottostante, sono state eseguite due consulenza tecniche".

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