Lunedì 14 Maggio 2018 - 12:15

Torino, trapianto di rene su paziente sveglio con rara malattia congenita

L'intervento di quasi 5 ore è avvenuto con sola anestesia combinata peridurale e spinale

Ospedale Molinette di Torino

Un trapianto di rene su un paziente sveglio di 40 anni, affetto dalla sindrome di Prune-Belly, una malattia rara congenita, è stato effettuato all'ospedale Molinette della Città della Salute di Torino. Lo straordinario intervento, durato quasi 5 ore, è avvenuto senza anestesia generale, ma con sola anestesia combinata peridurale e spinale. La sindrome di Prune-Belly ha un'incidenza stimata da 1 ogni 35.000 a 1 ogni 50.000 nati vivi e riguarda prevalentemente le persone di sesso maschile (97%). È caratterizzata da assenza dei muscoli addominali, anomalie delle vie urinarie, ipotonia vescicale, megauretere, criptorchidismo o agenesia testicolare, ipertensione arteriosa e malattia renale cronica ingravescente. A questi aspetti se ne possono poi associare altri, come una malformazione del disegno toracico, nota come 'pectus excavatum', che può condurre a insufficienza respiratoria.

L'insufficienza renale cronica porta alla necessità di dialisi e alla valutazione della fattibilità di un trapianto di rene, un'ardua sfida dal punto di vista chirurgico in considerazione del quadro addominale e urologico. Nel caso del paziente 40enne si è aggiunta la presenza di pectus excavatum con un'insufficienza respiratoria di tipo restrittivo, che ha reso impossibile effettuare un'anestesia generale e ha escluso la possibilità di un trapianto renale tradizionale. L'unica possibilità è stata quella di ricorrere a un'anestesia combinata peridurale e spinale a paziente sveglio. L'eccezionalità e l'estrema difficoltà di questo tipo di anestesia per le anomalie della colonna vertebrale e la complessità chirurgica addominale e urologica del paziente hanno portato a un intervento durato quasi 5 ore.

L'anestesista che ha perfezionato questa tecnica e permesso di mantenere il paziente in anestesia spinale per tutto il tempo è Fabio Gobbi, dell'équipe diretta da Pier Paolo Donadio. A effettuare l'operazione sono stati i chirurghi Omidreza Sedigh (Urologia universitaria), Aldo Verri e Caterina Tallia (Chirugia vascolare ospedaliera).

Accedi per lasciare commenti

Ti potrebbe interessare anche

Lancio di palloncini e Duomo illuminato di rosa per la ricerca contro il cancro

Un figlio dopo il cancro. Sette donne su dieci ci riescono

Uno studio di Institute Marques (Barcellona). Le tecniche lo permettono e la recidiva è molto bassa

"Integratori, come usarli": al via la campagna dell'UNC

A Milano la presentazione del progetto dell'Unione Nazionale Consumatori in collaborazione con l'AIIPA

Vaccini, battaglia Ue: "Basta morti, lotta a fake news e a no-vax"

La commissaria europea per la Salute Andriukaitis: "È scoraggiante vedere i bambini morire a causa della bassa aderenza"

Vaccini, l'Italia migliora la copertura. Ma è allarme in cinque regioni

"Il 2017 è stato l'anno choc perché ha visto tornare al 400% il morbillo in Europa"