Martedì 03 Luglio 2018 - 12:15

Conti pubblici, Tria in Parlamento: "Obiettivo crescita senza peggiorare i saldi"

L'audizione del ministro: "Chiederemo flessibilità all'Ue per realizzare il programma". E assicura: "No manovre correttive"

Il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, elenca gli obiettivi del Mef in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato riunite a Montecitorio. Tra le linee strategiche del ministero, spiega, c'è "la crescita dell'economia, obiettivo che verrà perseguito all'interno della politica di bilancio con la continuazione della riduzione del rapporto debito/Pil, inoltre dobbiamo muoverci in una direzione che non porti al peggioramento del saldo strutturale. L'altra linea è il non aumento della spesa nominale in parte corrente e quindi la ricomposizione della spesa in conto corrente rispetto a quella in conto capitale". 

Crescita e Ue. Il ministro illustra con realismo la situazione economica del Paese. "Le condizioni di salute dell'economia italiana sono buone", "con tassi di crescita positivi" ma "a ritmi non soddisfacenti perché rimaniamo di un punto sotto la media europea". E c'è anche il rischio "di una moderata revisione al ribasso per la previsione di crescita 2018". 

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"Il governo - assicura poi il titolare del Mef - si impegnerà con l'Ue per ottenere gli spazi necessari per realizzare i punti programmatici indicati dal presidente del Consiglio Conte". Un dialogo che avviato con la Commissione anche "nell'intento di fissare un obiettivo di deficit più coerente con l'obiettivo del governo di favorire crescita e occupazione". "Riteniamo - spiega sul punto Tria - che la previsione del Def a  legislazione vigente per anni successivi, in particolare per  il 2019, implichi un aggiustamento troppo drastico e non  riteniamo utile adottare politiche che si possono rivelare pesantemente pro cicliche con un effettivo rallentamento della crescita per effetto di variabili essenzialmente esogene, ciò fermo restando l'obiettivo di assicurare un calo del rapporto debito Pil e il non peggioramento del deficit strutturale".

Per il ministro inoltre non ci sarà bisogno di eventuali manovre correttive. "Non è intenzione del governo adottare alcuna misura correttiva" del bilancio "così come non è nostra intenzione adottare provvedimenti che possano peggiorare la finanza pubblica". "Dalla mia interlocuzione con l'Ue - sottolinea - mi è parso che prevalga l'orientamento di aspettare".

Poi una piccola critica ai governi precedenti: "Se c'è stato un crollo degli investimenti pubblici le cause possono essere varie ma certamente non è un fatto di natura, come non lo è la degenerazione della spesa corrente. Questo ha già posto problemi nella mia capacità contrattuale in Europa perché quando si chiede per anni flessibilità per investimenti pubblici e poi si fa il contrario è chiaro che bisogna dimostrare una svolta per avere maggiore capacità contrattuale".

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Tasse. "Quello che è in discussione è come ci si arriva all'obiettivo del governo che è la flat tax" che "non si rinvia ma va trovato un cronoprogramma per l'applicazione progressiva di una forma di flat tax" in cui verrà data priorità "a ceti medio e bassi", spiega Tria. "L'impegno è ridurre progressivamente la pressione fiscale", continua, aggiungendo che l'ipotesi di una patrimoniale non è "attualmente in discussione nel governo" .

Dazi. Infine un commento sul capitolo dazi: "L'italia è un grande paese esportatore e quindi il libero commercio è fondamentale perché la crescita dell'economia continui". Secondo il ministro inoltre "desta forte preoccupazione il possibile allargamento delle misure  protezionistiche degli Stati Uniti nei confronti dell'industria dell'auto europea" .

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