Giovedì 03 Novembre 2016 - 19:00

Uil, segretario Bombardieri punta a giovani con più trasparenza

Intervistato da LaPresse in occasione della IX Conferenza del sindacato

Pierpaolo Bombardieri

Un'organizzazione più snella e trasparente, che certifica i suoi bilanci e che si avvicina il più potssibile a cittadini e lavoratori, tendando di conquistare la fiducia di chi non ha in tasca la tessera del sindacato. Questa è l'idea del segretario organizzativo della Uil, Pierpaolo Bombardieri, intervistato da LaPresse in occasione della IX Conferenza del sindacato. "I nostri giovani si sentono soli", ha sottolineato Bombardieri, spiegando che la Uil proporrà una tessera pensata solo per loro, nel tentativo di "aprirsi il più possibile anche ad associazioni, iniziative culturali, società civile".

Segretario, come vede la Uil del futuro?  

Noi oggi lanciamo un percorso che prevede un'organizzazione più snella, meno burocratica, più articolata sul territorio, che in qualche modo sia in grado di dare risposte immediate ai nostri iscritti e sia in grado di dare anche con chi non è dentro questa sala con noi oggi. Decidiamo di riscrivere i bilanci con il certificatore di bilancio e i revisori contabili. Proviamo a dare risposte che oggi ci vengono richieste dai nostri lavoratori e, soprattutto, da chi oggi non è dentro a questa sala.

Gli iscritti sono preoccupati o convinti di questa prospettiva? 

Gli iscritti per fortuna aumentano. Noi registriamo una maggiore richiesta di iscrizione al nostro sito. Verifichiamo che tutto va discretamente. Sappiamo però che ci sono ampi margini di miglioramento. In qualche modo noi la Conferenza la vogliamo utilizzare per questo.

Importanti, in questa riorganizzazione, sono anche i servizi: il Caf, per l'assistenza fiscale, la conciliazione civile e commerciale, per trovare una soluzione prima di arrivare in tribunale. Come verranno ripensati?

Noi immaginiamo un'articolazione sul territorio fatta in modo diverso, un'articolazione sui territori che dia la possibilità per gestire meglio - sui posti di lavoro e vicino alla gente -  i nostri servizi. In qualche modo immaginiamo una presenza maggiore, una presenza più articolata.

Dagli altri sindacati, che cosa si aspetta? Il suo è un modello che loro potrebbero seguire o meno?

Sui modelli organizzativi no. Ogni organizzazione ha una vita, una cultura, una storia diversa. Quello che ci aspettiamo dai sindacati è soprattutto una ripresa del percorso unitario. Quello ci sembra dal punto di vista politico l'obiettivo più importante.

Entriamo ora nel merito della materia sindacale. Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, ha recentemente lanciato l'idea di un 'Patto della Fabbrica', di un dialogo tra imprenditori e sindacati. La convince?

E' anzitutto importante che si ricominci a discutere. Noi abbiamo passato un lungo periodo nel quale il dialogo sociale, il confronto con le controparti, era purtroppo lontano. Ora c'è un passaggio importante, cominciamo a discutere. Cominciamo però dai contratti.

Ecco, i contratti, è da tempo che questa questione si trascina senza essere risolta. Come fare?

Noi dobbiamo trovare il modo di chiudere dei contratti, privati e pubblici. Il ruolo di un sindacato è principalmente quello di contrattare e chiudere i contratti. Quindi ci aspettiamo dalle controparti, siano esse pubbliche o private, una risposta adeguata, nel rispetto dei tanti lavoratori che hanno un contratto scaduto.

Sul Governo e sulla legge di Bilancio, cosa pensa?  

Registriamo delle aperture per quello che riguarda il metodo. Abbiamo ragionato assieme, discusso sulle pensioni, abbiamo raggiunto alcuni risultati che per alcune aree dei nostri lavoratori sono importanti. Immaginiamo però che questo percorso non possa fermarsi qui. C'è il tema dei contratti, il tema dell'intervento sullo sviluppo, ci sono tutti i temi che devono essere ancora affrontati con maggiore decisione da parte del Governo.
 

Scritto da 
  • Matteo Bosco Bortolaso
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