Lunedì 15 Gennaio 2018 - 15:15

Ue, un team di esperti dichiara guerra alle 'fake news'

Oggi il primo incontro del Gruppo di Alto livello messo in campo dalla Commissione per studiare e affrontare la crescente diffusione di notizie false online

Fake news

"Non possiamo fare altro che lavorare come dei pazzi per risolvere il problema. Dobbiamo essere proattivi, non aspettare che le cose inizino ad andare davvero male". In conferenza stampa a Bruxelles, la professoressa Madeleine de Cock Buning ha introdotto così il primo incontro del Gruppo di Alto livello sulle 'fake news' messo in campo dalla Commissione europea per studiare, analizzare e quindi affrontare la crescente diffusione di notizie false online e non solo. A comporre la squadra, presieduta dalla docente olandese, sono 40 esperti provenienti da diversi ambiti: accademia, società civile e media. Quattro i membri italiani: Oreste Pollicino, professore della Bocconi, Gina Nieri, dirigente di Mediaset, e i giornalisti Federico Fubini e Gianni Riotta.

"L'obiettivo chiave è fornire alla Commissione opinioni e una base di riflessione", ha spiegato in mattinata la commissaria europea per l'economia e la società digitali, Marija Gabriel, spiegando che il fenomeno verrà studiato nei suoi aspetti tecnologici, ma anche dal punto di vista sociale e politico. "Le campagne elettorali saranno parte del lavoro, ma non ci concentreremo su situazioni nazionali particolari", ha poi precisato, in risposta a un cronista italiano che chiedeva se le imminenti elezioni del 4 marzo saranno oggetto di una riflessione particolare.

Il team di esperti non rappresenta comunque l'unica iniziativa lanciata dall'esecutivo europeo per contrastare la minaccia 'fake news'. Lo scorso 13 novembre è stata lanciata una consultazione pubblica destinata a concludersi il prossimo 23 febbraio, suddivisa in due questionari: uno per i cittadini e uno per i giornalisti e i legali. L'obiettivo è "raccogliere punti di vista" in merito al problema e all'efficacia delle misure volontarie già messe in atto, al fine di definire nel migliore dei modi le possibili linee d'azione a livello sia continentale che nazionale. Il processo di consultazione sarà affiancato da un sondaggio dell'Eurobarometro per misurare la percezione e le preoccupazioni degli europei rispetto al problema. In più, la Commissione ha annunciato l'intenzione di organizzare una conferenza a tema. Il tutto, ha tenuto a precisare la professoressa de Cock Buning, nel totale rispetto del diritto alla pluralità dell'informazione e della libertà di stampa. "Nessuno sta proponendo di forzare i cittadini a credere o non credere a una specifica notizia", le ha fatto eco Gabriel, puntualizzando che il nodo della questione è "identificare quali misure sono le migliori per proteggere i nostri valori democratici".

Scritto da 
  • Marco Valsecchi
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