Giovedì 09 Agosto 2018 - 13:00

Verona, operazione contro caporalato: 6 arresti tra cui un medico

Il 'caporale' è un cittadino extracomunitario regolarmente residente nel territorio nazionale e titolare di alcune società cooperative

Un sistema di sfruttamento dei lavoratori, in gran parte di origine africana e privi di documenti, ma anche italiani assunti in nero, con la complicità di un medico del lavoro. Lo ha scoperto in provincia di Verona la guardia di finanza, che ha arrestato 6 persone nell'ambito di un'indagine sul caporalato. Il provvedimento ha colpito un medico del lavoro, due suoi collaboratori, due impiegati dell'Inps di Verona e un finanziere.

Per il 'caporale', un cittadino marocchino titolare di alcune cooperative del settore, è stato disposto il giudizio immediato per favoreggiamento all'intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. L'indagine è partita da un incidente stradale del novembre 2017 nel ferrarese, in cui furono coinvolti 12 lavoratori impiegati da cooperative della zone. Le società coinvolte, tutte riconducibili al cittadino marocchino, sono state individuate dai finanzieri di Soave (Verona) che hanno portato alla luce un quadro più ampio e preoccupante. Nel meccanismo di reclutamento della manodopera era centrale il ruolo del medico arrestato.

L'uomo rilasciava, dietro compenso, certificati di idoneità, a soggetti privi dei requisiti di salute, e spesso anche di carta d'identità e permesso di soggiorno. Questo anche se non si erano mai presentati alla visita. Con l'aiuto di due collaboratori veronesi, il medico teneva i contatti con alcuni funzionari dell'Inps di Verona. Questi si occupavano della procedura per l'assegnazione dell'invalidità e di pensioni e indennità. Le pratiche venivano poi seguite da due funzionari dell'ente che modificavano gli atti. Durante le indagini è emerso anche un rapporto di amicizia tra il medico indagato e un finanziere della compagnia di Soave. Il militare, che avrebbe beneficiato di almeno due certificati falsi per assentarsi dal lavoro, è indagato per truffa aggravata ai danni dello Stato. Il medico è in custodia in carcere.

Uno dei suoi collaboratori, il militare e i due funzionari dell'Inps si trovano ai domiciliari. Per il secondo collaboratore è stato disposto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Eseguite dieci perquisizioni domiciliari, due in studi medici e altrettante negli uffici dell'Inps. Durante le indagini è emerso anche che il medico, aiutato da un collega, avrebbe fatto ottenere a circa 50 persone varie forme di assistenza con documentazione falsa. Cinque indagati sono ritenuti responsabili di corruzione per esercizio della funzione, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici e truffa aggravata ai danni dello Stato. Altre 42 persone sono state iscritte nel registro degli indagati per aver percepito illegittimamente varie forme di assistenza. 

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