Martedì 03 Aprile 2018 - 08:30

Via alle consultazioni. Mattarella vede i presidenti delle Camere, poi i quattro partiti maggiori

Il primo giro durerà 48 ore. Poi, forse, un incarico esplorativo o una pausa di riflessione. L'agenda di Camera e Senato

Il Presidente Mattarella in occasione del 95° anniversario di fondazione dell'Aeronautica Militare

Con la nuova presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, si aprono mercoledì mattina le consultazioni del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella per la formazione del nuovo governo. Sarà la seconda carica dello Stato, dunque, ad aprire (10,30) le danze nella sala "alla Vetrata del Quirinale". La seguirà, indicativamente un'ora dopo, il neo presidente della Camera, Roberto Fico. Alle 12,30 tocca a Giorgio Napolitano, unico Presidente emerito ancora in vita.

Il primo giro durerà 48 ore. Alla fine, Mattarella potrebbe dare un incarico pieno (cosa quasi del tutto impossibile), o un mandato esplorativo (possibile) o non assegnare incarichi a nessuno, dare, forse, indicazioni alle forze politiche affinché tornino con alcune risposte per un secondo giro più sostanzioso, magari tra una settimana.

Nel pomeriggio di mercoledì, comincia la sfilata dei gruppi: alle 16 la delegazione di "Per le Autonomie (Svp-Patt, Uv)" del Senato, presieduta dalla senatrice di Merano, Juliane Unterbergher (Svp). Alle 16.45 i leader del Gruppo Misto di Palazzo Madama, presieduto da Loredana De Petris (Leu). Alle 17.30, sarà la volta del Gruppo Misto della Camera, guidato da un altro deputato di Leu, Federico Fornaro. Alle 18.30 tocca a Fratelli d'Italia con i leader di Camera e Senato Rampelli e Bertacco, e la presidente Giorgia Meloni.

Si ricomincia alle 10 di giovedì, con la delegazione del Pd: la guideranno il segretario "reggente" Maurizio Martina e il presidente Matteo Orfini accompagnati dai capigruppo Marcucci e Delrio, Alle 11 sarà il turno di Forza Italia: ci sarà il presidente Silvio Berlusconi (che si presentò anche l'ultima volta quando era già pregiudicato) con i capigruppo Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini. A mezzogiorno toccherà alla Lega: Matteo Salvini con i capigruppo Giancarlo Giorgetti e Gian Marco Centinaio. Il primo giro di consultazioni si chiuderà alle 16,30 con la delegazione M5S: Luigi Di Maio, leader politico del movimento verrò con i due capigruppo, Danilo Toninelli e Giulia Grillo.

A quanto si sa, sia Salvini che Di Maio non avanzarenno richieste d'incarico. Anzi, sarebbero determinati a evitarlo, almeno per questa prima fase. Negli ultimi giorni i due leader sono spariti dai radar, il primo si trova ancora a Ischia con la compagna Elisa Isoardi, il secondo è nella sua Pomigliano, in provincia di Napoli. I contatti però non si sono totalmente arrestati, tra i due leader prosegue lo scambio di idee e il confronto, anche se in realtà i nodi difficili da sciogliere sono quello legato alla figura di Silvio Berlusconi e alla premiership.

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Dal Movimento 5 Stelle nessuna apertura o cambi di passo, tantomeno di passi indietro. L'elettorato pentastellato giudica negativamente l'eventuale apertura di un dialogo diretto con il Cavaliere, con il quale non vuole avere nulla a che fare. La replica degli azzurri è secca e non lascia via di fuga: "È necessario dare quanto prima un governo al paese. Il centrodestra ha l'onere della proposta e affronterà questo passaggio con responsabilità - ribadisce Anna Maria Bernini, capogruppo in Senato - Con Forza Italia e il presidente Silvio Berlusconi ci confronteremo sui programmi senza preclusioni ma senza accettare né veti né soluzioni confuse". E anche sul fronte palazzo Chigi, il Movimento non intende arretrare, il governo "non può prescindere dalla presenza di Luigi Di Maio come candidato premier" ripete come un disco rotto Alfonso Bonafede "noi riteniamo che debba essere lui il candidato premier, sì. Il premier del governo".

E anche Di Maio non sembra pensare a mollare la presa: "Insieme siamo arrivati fino a qui e ora non si fanno passi indietro, neppure per prendere la rincorsa. Continuiamo ad andare avanti insieme e niente ci potrà fermare". Il leader della Lega, dal canto suo, non demorde crede che si possa trovare un punto di incontro, anche perché, è il ragionamento di Salvini, "se dopo i cento passi indietro fatti dalla Lega, se non ne fa anche lui, salta tutto".

E il neosenatore non ha abbandonato completamente l'idea di entrare a palazzo Chigi: "Spero di potere presto, dal governo, raccogliere l'appello del presidente di Confindustria Russia: via queste assurde sanzioni a Mosca che stanno causando un danno incalcolabile all'economia italiana!". In ogni caso, da premier o da ministro, Salvini conta di essere nel prossimo esecutivo e di far valere le idee che l'elettorato ha premiato. I due leader dovrebbero incontrarsi oggi di ritorno dalla breve vacanza di Pasqua o al massimo domani mattina, in una sede 'istituzionale' come annunciato nei giorni scorsi, quindi in Parlamento.

Mercoledì, invece dovrebbe rientrare a Roma Silvio Berlusconi, che vedrà prima i neocapigruppo, Maria Stella Gelmini e Anna Maria Bernini, per poi ospitare a pranzo a palazzo Grazioli gli alleati Salvini e Giorgia Meloni.

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