Domenica 15 Aprile 2018 - 11:30

Salvini al Vinitaly: "A Di Maio offrirei uno Sforzato per fare di più". La replica: "Centrodestra dannoso per il Paese"

Il leader della Lega alla fiera a Verona: "Io pronto, sono altri che non hanno deciso che vino bere''. C'è anche il capo politico del M5S

Vinitaly 2018, la più grande manifestazione dedicata al mondo del vino.

La situazione politica italiana continua ad essere paralizzata. Mentre Mattarella si è preso del tempo per uscire dallo stallo che si è creato durante le consultazioni, ora a Vinitaly, a Verona, partecipano Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Luigi Di Maio. Ma il leader della Lega ha subito messo le cose in chiaro: "Non incontro nessuno, solo gli imprenditori, gli agricoltori e i produttori italiani che resistono". Quindi niente bicchiere di vino con il capo politico dei Cinquestelle (che arriva alla fiera del vino alle 14 e Salvini resta fino alle 17). "Ma gli offrirei uno Sforzato perché si deve sforzare a fare qualcosa di più. Il buon vino - ha sottolineato Salvini - si offre a tutti. Agli amici e anche a quelli che sono meno amici". E a Berlusconi che cosa offrirebbe? "Un bicchiere di Fanta", perché? "Non è buona ma è tanta", ha sorriso il leader della Lega.

Appena arivato a Vinitaly Di Maio non ha perso tempo e ha risposto a Salvini: "C'è qualcuno che in questo momento continua a ostinarsi sull'idea di centrodestra che le stesse immagini del Quirinale hanno dimostrato non esistere. Anzi siamo di fronte a un centrodestra che non esiste, ed è una strada non percorribile, e che potrebbe essere anche un danno per il paese viste le divisioni e le lacerazioni al suo interno", ha detto Di Maio precisando: "Oggi non è previsto nessun incontro con Salvini. La questione del governo è molto seria, siamo al lavoro per un governo che dia risposte alle persone e questo significa lavorare sui temi. Non siamo fermi - ha aggiunto - il professor Giacinto della Cananea sta coordinando un comitato scientifico per l'analisi dei programmi per capire gli obiettivi comuni tra quello del M5S e quelli della Lega o del Pd, che sono le due forze politiche a cui abbiamo proposto un programma di governo". Di Maio si è poi rivolto alle forze politiche, Pd compreso: "Noi vogliamo dare opportunità di cambiamento a questo paese. Voglio fare un appello al senso pratico di tutti: non ci si può fermare e bloccarsi su delle logiche politiche. Ci vuole senso pratico, mettere al centro le questioni più importanti per l'Italia, metterle nel contratto di governo e iniziare a governare. Questi sono giorni importanti perché finito il secondo giro di consultazioni il presidente della Repubblica prenderà le sue decisioni e ci tengo a dire che il M5S ha piena fiducia nelle decisioni che prenderà". Luigi Di Maio pronto ad ascoltare anche il Pd? "Auguri. Un bel brindisi con uno vino scaduto prodotto in Romania finto italiano al governo Pd-Cinquestelle", ha commentato Salvini.

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Presente al Vinitaly, per il quinto anno consecutivo, anche Maurizio Martina, il segretario reggente del Pd, che ha confessato: "Che la politica scopra il Vinitaly è un bel segno ma vi dico una cosa: sia Di Maio sia Salvini sono astemi". 

Dopo le consultazioni "Io e Di Maio non ci siamo sentiti", ha detto Salvini. Niente telefonata tra i due quindi e niente incontro. Salvini ora ha fretta: "Spero che ci sia un governo in carica il prima possibile guidato dalla Lega per difendere il 'Made in Italy' in tutto il mondo. Io sono pronto, non dico no a nessuno, sono altri che non hanno ancora deciso che tipo di vino bere". Non vuole parlare neanche di Berlusconi: "Oggi non c'è spazio per la polemica, c'è spazio solo per il riconoscimento agli imprenditori italiani che danno lavoro e portano il marchio italiano nel mondo, nonostante delle regole europee folli, delle sanzioni internazionali assurde. Oggi sono qui a onorare il 'Made in Italy'". E sulle parole pronunciate a poche ore dall'attacco di Usa, Gran Bretagna e Francia in Siria che hanno creato tensioni nel centrodestra, Salvini ha spiegato: "L'Italia è questa, è nel cuore dell'Europa e non può essere al servizio di nessuno. Quindi, non siamo secondi a nessuno e non obbediamo a ordini sbagliati di nessuno".

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Durante il giro alla fiera alcuni produttori di vino si sono rivolti a Salvini: uno ha detto di lasciare Berlusconi e di fare il governo con Di Maio "e quello dello stand dopo ha continuato: 'Salvini molla Di Maio e fai il governo da solo'. Va bè, sono contento che tutti dicano che al governo ci deve essere la Lega. Poi con chi lo vedremo. Anche Di Maio, se continua a dire io, io, io o nessuno, non aiuta. Magari un bicchiere di rosso può servirgli - ha continuato Salvini - Io spero sia vicina la formazione di questo nuovo governo. Continuo a essere ottimista. Se gli altri esercitano il buonsenso che stiamo esercitando noi, si parte", ha replicato. E riferendosi agli altri politici in visita al Vinitaly, il leader del Carroccio ha aggiunto: "Sono a qui a rendere omaggio a degli eroi che sono i prodotturi, gli imprenditori e gli agricoltori italiani che, nonostante tasse, burocrazia e follie dell'Ue, resistono, assumono, innovano ed esportano. La politica deve dare una risposta a queste persone, tagliando le tasse, togliendo un po' di burocrazia e andando in Europa a difendere i loro diritti. Spero che gli altri politici che stanno facendo un giro per i padiglioni si rendano conto che non c'è tempo da perdere".

La leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, ha spiegato: "Abbiamo ribadito al presidente Mattarella noi siamo disponibili a dialogare con il M5S ma poi io vorrei anche parlare di contenuti tipo di politica estera o sul blocco dell'immigrazione illegale o sul Made in italy. Vorrei parlare di temi. È importante essere a Vinitaly. Chissà se tra un bicchiere di vino e l'altro non si riesca a far cadere qualche veto. Scherzi a parte - ha continuato Meloni - La situazione internazionale impone la responsabilità di tutti nel trovare un governo che possa essere autorevole. Siamo disposti al dialogo con un unico punto fermo: il riconoscimento di quello che gli italiani hanno scelto alle urne" che è la maggioranza dei voti alla coalizione del centrodestra.

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