Domenica 13 Agosto 2017 - 08:45

Usa, auto su corteo antirazzista: i morti salgono a tre

Violenze durante marcia suprematisti a Charlottesville. Oltre a vittima schianto, anche due poliziotti precipitati in elicottero

Virginia, auto su corteo antirazzista: i morti salgono a tre, è stato di emergenza

E' di 3 morti e oltre 20 feriti il bilancio provvisorio dopo gli scontri a Charlottesville in Virginia, Usa, cittadina di 46mila abitanti a 300 chilometri a sudovest di Washington. Lo ha riferito il governatore dello stato Terry McAuliffe. Nel corso di una conferenza stampa, McAuliffe, ha spiegato che oltre alla donna investita ci sono due agenti uccisi nello schianto dell'elicottero della polizia che stava pattugliando la zona della manifestazione. ). La polizia ha arrestato James Alex Fields, Jr., un uomo di 20 anni dell'Ohio, identificato come il conducente dell'auto che si è schiantato sulla folla dei manifestanti antirazzisti che protestavano contro il corteo dei suprematisti bianchi.

Nel corso della protesta dell'estrema destra un'automobile si è, infatti, schiantata contro gli oppositorii. Il governatore ha dichiarato lo stato d'emergenza. Circa mille gli agenti dispiegati. Negli scontri di ieri tra suprematisti e antirazzisti ci sono stati 30 i feriti. L'Fbi ha aperto un'indagine sulla possibilità che, durante la manifestazione di ieri a Charlottesville, in Virginia, siano stati violati i diritti civili. Lo ha comunicato l'Fbi precisando che "raccoglierà tutti i fatti e le prove disponibili".

"Il mio cuore è spezzato perchè una vita è andata persa. Chiedo a tutti di andare a casa", scrive alle 21.15 su twitter il sindaco di Charlottesville, Mike Signer. La marcia 'Unire la destra' dei nazionalisti bianchi è stata indetta dalla destra contro la decisione del consiglio comunale di rimuovere una statua del generale Robert E Lee, pro schiavitù, che nella guerra civile Usa del 1861-1865 guidò le forze confederate. I disordini sono scoppiati in mattinata, prima dell'inizio della marcia, prevista per mezzogiorno a Emancipation Park, nel centro della città.

Gli scambi di slogan tra i manifestanti, che indossavano bandiere confederate e scudi, e gli oppositori, che accusavano gli organizzatori di avere un'ideologia di estrema destra, sono sfociati in colpi e pugni. "Ho appena parlato con il governatore e abbiamo concordato che l'odio e la divisione deve finire adesso. Dobbiamo unirci come americani nell'amore della nostra nazione, attraverso l'affetto degli uni verso gli altri", ha detto il presidente degli Usa Donald Trump in diretta tv da Bedminster, nel New Jersey.

"Amiamo il nostro dio, amiamo la nostra bandiera. Siamo orgogliosi del nostro pensiero e di ciò che siamo. Vogliamo che la situazione a Charlottesville si risolva", continua Trump, che su twitter scrive:  "Tutti dobbiamo essere uniti e condannare tutto ciò che l'odio rappresenta. Non c'è spazio per questo tipo di violenza in America. Stiamo tutti uniti!". Intanto Jason Kessler, organizzatore della marcia, in un comunicato sottolinea che si tratta di difendere il primo emendamento della Costituzione, che tutela la libertà di espressione, e di sostenere "i grandi uomini bianchi che vengono diffamati, calunniati e demoliti negli Stati Uniti".
 

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