Il divieto è previsto da un emendamento alla manovra approvato in commissione Bilancio del Senato
(LaPresse) Stop agli allevamenti e alle uccisioni di animali per ricavare pellicce. Il divieto è previsto da un emendamento alla manovra, approvato dalla commissione Bilancio di Palazzo Madama. La misura consente in deroga agli allevamenti, i quali sanno indennizzati con un fondo da 3 milioni, di mantenere gli animali presenti nelle strutture non oltre il 30 giugno prossimo. Domani il voto di fiducia sulla Legge di Bilancio in Senato, poi il 28 dicembre in aula alla Camera.
Naturale (M5S): “Una norma attesa da tempo, in linea con altri Paesi”
“Con un emendamento alla Legge di Bilancio 2022 saranno vietati l’allevamento, la riproduzione in cattività, la cattura e l’uccisione di visoni, di volpi, di cani procione, di cincillà e di animali di qualsiasi specie per la finalità di ricavarne pelliccia. Per gli attuali allevamenti ci sarà tempo fino a giugno 2022 per la dismissione. Sarà creato un fondo di 3 milioni per indennizzare gli allevatori”. A dichiararlo è la senatrice M5S e capogruppo della commissione agricoltura di Palazzo Madama, Gisella Naturale. “Una norma attesa da tempo – spiega – e che ci pone in linea con altri Paesi europei e del resto del mondo che hanno constatato quanto sia inutilmente crudele allevare in cattività questi animali per farne oggetto di vetusta vanità. La questione assume connotati attualissimi anche per la diffusione di virus anche attraverso gli allevamenti intensivi”. “A questa ottima notizia – continua Naturale – si aggiunge lo stanziamento di ulteriori 2 milioni alla prevenzione del randagismo, frutto di un mio emendamento che, unitamente agli 8 milioni in favore dei rifugi per animali nei comuni in stato di predissesto o dissesto finanziario, rappresentano un ausilio fortemente richiesto dai territori per garantire protezione e cure ai cani in attesa di adozione, oltre che incrementare le sterilizzazioni e quindi ridurre la proliferazione incontrollata e pericolosa”.
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