Gianfranco Zola diventa vicepresidente, obiettivo della "nuova" Serie C è quello di lanciare nuovi giovani talenti

La LegaPro riparte da Matteo Marani e Gianfranco Zola. Due mesi dopo le dimissioni di Francesco Ghirelli, seguite alla bocciatura del suo progetto di riforma del format della Serie C, la terza lega ha eletto oggi i suoi nuovi vertici. Marani, giornalista e presidente della Fondazione del Museo del calcio di Coverciano, è stato eletto presidente per il prossimo biennio battendo l’altro candidato Marcel Vulpis, anch’egli giornalista nonché reggente della LegaPro fino al voto andato in scena oggi al Coni. Marani, già direttore del Guerin Sportivo e volto noto di Sky (che lascia con effetto immediato), poteva contare fin dall’inizio sul supporto di diverse big della Serie C (Padova, Pescara, Catanzaro, Vicenza, Reggiana e Cesena solo per citarne alcune): ha ottenuto 39 voti contro i 15 di Vulpis. Due le schede bianche e due le nulle, assente l’Arzignano per l’improvvisa indisponibilità del suo dg (ma il suo voto sarebbe comunque andato a Marani). La Juventus, in LegaPro con la NextGen, non aveva diritto di voto in quanto già rappresentata in Serie A. Un plebiscito per Zola, eletto vice presidente con 50 voti su 58 votanti, mentre l’altra vicepresidenza va a Giovanni Spezzaferri (33 voti), ex presidente dell’Aversa Normanna. Eletti anche cinque consiglieri di LegaPro su 6 (per il sesto c’è un ballottaggio), mentre Zola diventerà ufficialmente vicario in occasione della prima assemblea della lega convocata per il 21 febbraio.

“Una componente importante come la LegaPro ritrova stabilità dopo pochissimo tempo. Matteo è una persona di grande spessore e grande qualità umana, fondamentale per dare il giusto contributo al cambiamento e per questo continuo portare avanti una rivoluzione culturale”, ha detto il presidente della Figc, Gabriele Gravina, che ha presenziato all’assemblea elettiva. Nessun dubbio sui primi passi da compiere, che Marani ha sintetizzato in tre punti. “Il primo punto è la sostenibilità economico-finanziaria, un tema quasi opprimente visto che il nostro calcio ha i costi del professionismo ma non i ricavi. Il secondo punto è fare rete, pensando in modo differente. Istituiremo un tavolo permanente di lavoro. Il terzo è pensare di più ai settori giovanili, e per questo motivo ho scelto Gianfranco Zola. Non solo un nome, ma un grande esempio che pensa in modo generoso e altruista ai ragazzi”. Del resto è proprio questo l’obiettivo che ha spinto Zola a scendere in campo con Marani (“un amico e una persona capace”) dicendo sì alla sua proposta. E la speranza del movimento è che ‘Magic Box’, come era soprannominato ai tempi del Chelsea, riesca a tirare fuori dal cilindro qualche magia pur stando dietro a una scrivania. “Avevo altri progetti, non era questa la priorità, ma sapendo la necessità del momento l’ho fatto con piacere. Non potevo dire di no”, ha detto Zola, soffermandosi subito sul primo dei problemi in un’agenda quasi tutta da scrivere. “Alcuni anni fa l’Italia produceva giocatori di un certo livello, ora ci sono nazioni più preparate di noi. Mi stuzzica l’idea di poter aiutare il sistema a riprendersi.

Si parla di sostenibilità: per i club di Serie C si tratta anche di valorizzare i propri giovani. Certo non è un percorso che si fa in due giorni e nemmeno in un mese. Serve tempo, ma sarà necessario a dare linfa vitale non solo ai nostri club, ma anche al calcio in generale”. ‘Facciamo rete’, quindi, oltre a essere lo slogan scelto da Marani per la sua candidatura è anche un auspicio e un messaggio ai club di Serie A e Serie B. Ma se “bisogna guardare con interesse alle seconde squadre” e da questo punto di vista “l’esempio della Juventus dimostra che possono essere utili”, secondo Marani questo non deve diventare “la cometa a cui tutti guardiamo”. “Servono soluzioni per salvaguardare il talento: i giocatori devono diventare giocatori da Serie B e Serie A, non finire in un parcheggio”. Quanto al suo doppio incarico in LegaPro e al Museo del calcio, Gravina è stato chiaro: “Gli impegni in LegaPro saranno particolarmente impegnativi e gravosi ma deve continuare alla fondazione”, ha detto a chiare lettere il numero uno di via Allegri. “Almeno la cultura salvaguardiamola e difendiamola”, è stata la risposta di Marani, che ha sottolineato di guidare il museo del calcio “a titolo gratuito”.

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