La decisione presa dal Cda della Lega Serie A. Scaroni: "Incomprensibile, il sindaco ha vietato anche la partita a porte chiuse". Fenucci: "Saggio rinviare""

Bologna-Milan, è rinvio. La partita valida per la nona giornata di Serie A è stata rinviata a data da destinarsi. Lo ha deciso la Lega Serie A al termine di un Cda straordinario convocato oggi. Il possibile recupero, secondo quanto anticipato dal presidente della Lega A Lorenzo Casini, potrebbe esserci a febbraio.

La gara era in programma allo stadio Dall’Ara domani alle 18, ma già ieri il sindaco del capoluogo emiliano Lepore aveva firmato una ordinanza d’accordo con il prefetto in cui dichiarava l’impossibilità di disputare la partita vista l’allerta meteo in città. Tramontate anche le possibilità di farla disputare a porte chiuse al Dall’Ara o in campo neutro a Como o Empoli

E’ arrivato anche il comunicato ufficiale della Lega Serie A che sancisce il rinvio della partita. “Il Presidente della Lega Nazionale Professionisti Serie A, vista la delibera del Consiglio di Lega tenutosi in data odierna, in cui la Lega Serie A prende atto dell’Ordinanza del Sindaco di Bologna n. 761919/2024, che non consente la disputa, neanche a porte chiuse, della gara di Campionato di Serie A Enilive Bologna-Milan, in programma il giorno 26 ottobre 2024 alle ore 18.00, dispone il rinvio della stessa a data da destinarsi”, si legge nella nota.

Scaroni: “Decisione incomprensibile”

“Bologna-Milan viene rinviata con una decisione incomprensibile a mio parere, il sindaco ha vietato la partita anche a porte chiuse, non ho capito perché. Di fronte all’ordinanza del sindaco abbassiamo la testa, ovviamente”. Lo ha detto il presidente del Milan Paolo Scaroni lasciando via Rosellini, sede della Lega calcio, dopo la decisione del rinvio della gara con il Bologna.

Fenucci: “Saggio rinviare”

“La partita è stata rinviata. C’è una situazione oggettiva di difficoltà nella zona dello stadio, dove ci sono stati anche dei crolli. Quindi al di là della solidarietà che sempre esprimiamo a favore delle famiglie c’era anche una situazione oggettiva che rendeva difficile la disputa della partita a Bologna”. Così l’amministratore delegato del Bologna Claudio Fenucci. “Mi sembra che sia la decisione più saggia, perché consente anche di salvaguardare l’incasso della gara che in parte sarà devoluto alle popolazioni colpite“, ha aggiunto. Sulle divergenze di vedute con il Milan, ancora Fenucci ha detto: “Ci sono necessità organizzative alla base di ogni partita di calcio, ma giocare a porte chiuse sarebbe sempre una sconfitta per tutto il movimento”.

 

Casini: “Possibile recupero a febbraio”

“Al momento, calendario alla mano, il mese in cui sarà possibile recuperare la partita è febbraio, in base agli impegni in Coppa Italia e nelle coppe europee. In teoria ci sarebbe Natale (sorride, ndr) ma ora si cercherà di capire con le squadre se si trovano spazi anche prima, ma che al momento non sembrano esserci”. Così il presidente della Lega Serie A Lorenzo Casini nella conferenza stampa al termine dell’assemblea odierna a proposito del possibile recupero di Bologna-Milan. Sulla possibilità di spostare Verona-Milan di venerdì 20 dicembre, per consentire il recupero qualche giorno prima in concomitanza con un turno di Coppa Italia, Casini aggiunge: “No, perché si entrerebbe in uno spostamento a catena. Come Lega, di fronte a una ordinanza di una autorità pubblica non possiamo fare molto. Ci abbiamo provato”, ha concluso Casini.

 

“Sorpresi dall’ordinanza del sindaco”

“Siamo rimasti sorpresi dall’ordinanza del sindaco, perché queste decisioni solitamente sono prese dal prefetto o dal ministero dell’Interno -ha proseguito Casini-. Ma soprattutto si è aperto un dialogo perché la motivazione era la presenza di 35mila persone allo stadio. Si è tentato di interloquire col sindaco per poter giocare a porte chiuse, ma dal comune non c’è stata disponibilità su questo”.

“La scelta -ha evidenziato- è diventata se imporre un campo neutro a 24 ore di distanza, imponendolo alle due squadre, oppure se rispettare l’ordinanza di un’autorità riconosciuta dalla legge e rinviare la partita”. “Un precedente pericoloso? Tenderei ad escluderlo, ma c’è sempre un equilibrio delicato tra l’interesse pubblico e la tutela della regolarità del campionato”.

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