Dalle 9 le commemorazioni, alle 11.36 un minuto di silenzio e il suono delle sirene delle navi in porto

Genova ricorda le 43 vittime del Ponte Morandi a 5 anni dal crollo. Una “ferita aperta”, come l’ha definita il presidente della Regione Giovanni Toti che era oggi con il sindaco Marco Bucci e il prefetto Renato Franceschelli alla Radura della Memoria da dove sono partite le celebrazioni.

Ad aprirle il concerto che si è tenuto domenica sera al Teatro Carlo Felice ‘Don’t forget to fly-Non dimentichiamoci di volare’ del maestro pianista Remo Anzovino, organizzato dal Comitato Parenti delle vittime con il Comune di Genova e il Teatro Carlo Felice.

Tanti i momenti del ricordo di quel 14 agosto 2018. Si iniziava alle 9, nella Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo della Certosa. Poi alle 10 l’arrivo delle autorità e alle 10.20 quello dei partecipanti alla camminata in ricordo delle vittime organizzata dall’Associazione ‘Noi per Voi Valle Stura Masone’ con i sindaci della vallata: presenti 43 bambini. Alle 10.45, alla Radura della Memoria la Cerimonia in ricordo delle vittime: a deporre la corona della Presidenza del Consiglio il vice premier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini. 

Le parole di Salvini

“Il 14 agosto di cinque anni fa l’Italia si fermò e tutti lo ricordiamo ancora con sconcerto, tristezza e commozione. Il crollo del Ponte Morandi è una delle più grandi tragedie della nostra storia recente: 43 vittime, centinaia di sfollati, una comunità atterrita”. Lo scrive sui social il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che aggiunge: “Questa mattina sarò a Genova insieme alla famiglie, per commemorare chi non c’è più e per ricordare il grande sforzo che, dopo il disastro, unì tutte le forze del Paese per ricostruire a tempo record il Ponte, superando divisioni, lentezze e ostacoli burocratici”. “Una straordinaria opera infrastrutturale che dimostrò la capacità di reazione dei genovesi e di tutto il Paese, l’ingegno italiano e le sue potenzialità di rinascita”, conclude. 

“Conto di tornare l’anno prossimo con un disegno legge che equipari i cittadini vittime dell’incuria alle vittime del terrorismo“, ha detto Salvini. “Voglio tornare l’anno prossimo – prosegue – con un disegno legge che equipara queste vittime a quelle terrorismo”.

Il momento più emozionante alle 11.36, l’ora della tragedia,: un minuto di silenzio e in contemporanea suonate le sirene delle navi in porto e le campane di tutta la Diocesi. A chiudere la cerimonia in ricordo di quanto accaduto al Ponte Morandi, il ballerino Bellussi, accompagnato anche nel secondo brano dalla ballerina Ana Torrequebrada e sempre su un pezzo di Cromosuoni Vocalensemble.

Il processo per il crollo del Ponte Morandi

Emozioni e ricordi in attesa di una risposta dalla giustizia. Tanti i testimoni ascoltati nel corso del processo, oltre 150: tra loro l’ex amministratore della holding Edizione, Gianni Mion, che lo scorso maggio in Aula disse di aver saputo del rischio otto anni prima del crollo, ma di non aver detto nulla per paura. “Dal processo in corso, attraverso le testimonianze e le parole degli indagati, sono emerse verità che ci hanno lasciati sgomenti – ha ricordato il presidente Toti -. Il mio auspicio è che i giudici dimostrino la colpevolezza di chi si è reso responsabile di questa immane tragedia, che ha colpito l’Italia intera”.

“Nel giorno del quinto anniversario del crollo del Ponte Morandi, rinnovo la mia vicinanza ai familiari delle vittime e all’intera città di Genova: tutta l’Italia attende di avere, dai processi in corso, risposte sulle responsabilità di quella sciagura. Il Ministero della Giustizia continuerà ad assicurare ogni supporto agli uffici giudiziari genovesi”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio.

Il Comitato Vittime: “Ci saremmo aspettati di più”

“Non potremo mai dimenticare, da cittadini e da parenti delle vittime. Dagli organi di democraticamente eletti e dai dipendenti pubblici interessati nella vicenda, ognuno per la sua parte, ci saremmo aspettati molto di più. Ci sono responsabilità molto diverse che si sono sedimentate negli anni e hanno portato al triste epilogo che conosciamo”. Lo ha detto Egle Possetti, portavoce del Comitato in ricordo delle vittime del Ponte Morandi di Genova, nel corso del suo intervento oggi alla commemorazione. “Dobbiamo comprendere – sottolinea Possetti – che ogni piccola azione diventa parte di un sistema e che, sommate insieme, portano a conseguenze a volte inaspettate. Su questo dobbiamo riflettere ogni giorno della nostra vita”.

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