La giornalista Cecilia Sala, arrestata il 19 dicembre a Teheran, è autrice e voce del noto podcast ‘Stories’ di Chora Media, che quasi quotidianamente racconta una storia dal mondo. Proprio qualche giorno prima dell’arresto, di cui la Farnesina ha riferito in una nota, Sala aveva pubblicato il 16 dicembre un podcast dal titolo ‘Una conversazione sul patriarcato a Teheran’, in cui racconta della sua conversazione con una 21enne iraniana, Diba, e della nuova legge sull’hijab.
“Sono tornata in Iran, il posto che più mi è mancato e dove vivono le persone che più mi sono mancate, è un posto dove l’accesso per i giornalisti può essere complicato”, esordiva Sala nel suo racconto. Un altro podcast dall’Iran la giornalista lo aveva pubblicato poi il 18 dicembre, tal titolo ‘Lei fa così ridere che le hanno tolto Instagram. Teheran comedy’, in cui raccontava della stand up comedian Zeinab Musavi. “Ho incontrato una persona a cui ho voluto bene per anni da lontano. Si chiama Zeinab Musavi, è la stand up comedian più famosa d’Iran. È stata arrestata per le parole pronunciate da una maschera, uno dei personaggi dei suoi sketch – da allora ha accumulato un po’ di battute divertenti sulla vita da detenuti. Ha riso dei giorni in cella di isolamento: ‘Even this is funny?’, ‘Everything is funny’. La carcerazione preventiva è finita ma il processo davanti alla magistratura islamica è ancora in corso, per questo non era scontato che accettasse di incontrarmi, le sono grata per averlo fatto”, si leggeva in un post su Instagram di Sala per presentare la puntata. “La voce di Zeinab si ascolta su Stories“, aggiungeva.
Classe 1995, Cecilia Sala scrive anche sul Foglio e ha pubblicato reportage dall’estero su L’Espresso e Vanity Fair. Ha lavorato nella redazione di Otto e mezzo, con la media company Vice per SkyTg24, con Rai e con Fremantle Media. Di Iran ha parlato anche nel suo ultimo libro ‘L’incendio’, pubblicato da Mondadori nel 2022, il cui sottotitolo è ‘Reportage su una generazione tra Iran, Ucraina e Afghanistan’.