“Dal 2022 al 2024, le navi delle Ong attive nel Mediterraneo sono state tenute lontane dalle zone di salvataggio e soccorso per 735 giorni, a causa dell’assegnazione di porti lontani, e hanno percorso un totale di 135mila chilometri aggiuntivi: tre volte e mezzo il giro del mondo. La sola Ocean Viking ha speso 1,3 milioni di euro in più tra il 2022 e il 2024: 171 giorni di navigazione aggiuntivi e oltre 63mila chilometri percorsi in più per raggiungere porti assegnati distanti anche 1000 chilometri da dove avvengono i salvataggi”. E’ il bilancio che emerge dal report di Sos Mediterranee presentato oggi alla Camera dei deputati.
Un resoconto a due anni dalla introduzione del decreto Piantedosi che ha portato a “26 provvedimenti di fermo nei confronti di Sar Ong che hanno interessato 10 navi (14 provvedimenti emanati nel 2023 e 12 provvedimenti di fermo nel 2024). In totale, dal gennaio 2023 sono stati imposti 640 giorni di detenzione alle navi Ong, di cui 535 giorni sono stati effettivamente scontati (in quattro casi, la detenzione è stata revocata prima del completamento dell’intera durata)”.
“Riteniamo che il decreto Piantedosi, così come il successivo decreto flussi, vadano revocati, così come vanno revocate tutte le restrizioni che di fatto ostacolano il soccorso in mare – spiega la direttrice di Sos Mediterranee Valeria Taurino. “Le altre nostre richieste – aggiunge – riguardano il rispetto delle regole del diritto marittimo internazionale sull’assegnazione dei porti di sbarco che devono implicare la minore deviazione possibile per la rotta della nave e anche limitare il più possibile i giorni che i naufraghi passano a bordo della nave che li sta assistendo”.
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