Il presunto killer, 22 anni, ha ucciso un 49enne durante una sparatoria in piazzale Gambara il 15 febbraio scorso
Vagava nei pressi di Porta Genova, a Milano, e lì, lunedì sera alle 20.30, è stato fermato dalla polizia Raffaele Mascia, il figlio del titolare della panetteria di piazzale Gambara ritenuto il presunto killer in fuga, responsabile dell’omicidio del 49enne ucraino Ivan Disar. L’uomo è morto in una sparatoria avvenuta sabato 15 febbraio all’interno del locale in cui è rimasto gravemente ferito anche il suo connazionale, Pavel Kioresco.
Il 22enne è stato portato nel carcere di San Vittore di Milano
Gli investigatori diretti dal capo della squadra mobile, Alfonso Iadevaia, hanno eseguito il fermo di indiziato di delitto nei confronti del 22enne con le accuse di omicidio volontario e tentato omicidio, entrambi aggravati dai futili motivi, e porto abusivo d’arma. Il giovane, che avrebbe già fatto parziali ammissioni ma nessuna di queste è stata messa in un verbale ufficiale, è stato portato in carcere a San Vittore. Sarà sentito probabilmente mercoledì pomeriggio in cella dal pubblico ministero di Milano Carlo Enea Parodi che coordina le indagini. Il sostituto, sempre mercoledì, notificherà al gip Luca Milani anche la richiesta di convalida del fermo e di disporre la custodia cautelare in carcere.
Da chiarire il movente del gesto
Mascia, assistito dall’avvocato Giuseppe Pennisi, è stato individuato grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza poste sul retro del locale e nelle strade circostanti acquisite dagli inquirenti nell’immediatezza dei fatti. I video, che lo riprendono durante la fuga dopo la sparatoria, hanno reso possibile ricavare un identikit da incrociare con le testimonianze oculari degli avventori dei locali vicini e associare un nome e cognome a quel volto. Tutto da chiarire ancora il movente del gesto. Non si tratterebbe di regolamento di conti all’interno di ambienti criminali.
La pista che battono gli investigatori è quella di un omicidio maturato all’interno di una lite da bar. Uno sfottò o qualche parola non gradita volata nella panetteria nella zona ovest del capoluogo lombardo dopo qualche bicchiere di troppo. Sabato, verso le 18.30, sono stati esplosi i colpi d’arma da fuoco all’indirizzo della vittima, morta poco dopo al Policlinico, e del connazionale 26enne che resta ricoverato in ospedale. Al momento sarebbe fuori pericolo di vita. Colpi, almeno sei, sparati in direzione dell’addome. Nessuna traccia per ora dell’arma del delitto: una pistola calibro 38 portata via dal killer durante la fuga. L’uomo non ha fornito indicazioni agli agenti su dove trovarla.
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