Economia

Confartigianato, Granelli all’assemblea: “Guerra in Ucraina costa 155 miliardi alle imprese”

Il conflitto russo-ucraino, dal 2022 ad oggi, è costato alle imprese italiane 155,1 miliardi di euro. Lo rileva un rapporto del centro studi di Confartigianato, citato dal presidente Marco Granelli nella sua relazione all’Assemblea: ai 13,4 miliardi di mancate esportazioni verso Russia e Ucraina si sommano la perdita di 18,4 miliardi di export verso la Germania, 78,9 miliardi di maggiori costi per l’acquisto di energia dall’estero e 44,3 miliardi di maggiori oneri finanziari a causa dell’aumento dei tassi d’interesse per contrastare l’inflazione.

In prospettiva – viene sottolineato – il protrarsi della crisi in Medio Oriente potrebbe determinare uno shock sui prezzi energetici con un impatto recessivo sul Pil dell’Italia per 18,8 miliardi di euro nel biennio 2025-2026. “Tutto ciò – ha sottolineato Granelli nella sua relazione – rende il futuro sempre più incerto ed accresce le preoccupazioni, sia per il presente, sia per quello che potremo lasciare alle prossime generazioni. E noi vogliamo essere protagonisti nel costruire il futuro”.

“Abbiamo allora deciso, quest’anno, di dedicare la nostra riflessione proprio ai giovani – ha aggiunto Granelli – ai ragazzi che oggi si affacciano al mondo e che saranno le nuove leve dell’economia, i nuovi imprenditori, i lavoratori, in un mondo sempre più tecnologico e che porterà sfide sempre nuove e cambiamenti sempre più repentini”.

Il presidente dei Confartigianato ha evidenziato come “l’artigianato, l’impresa piccola, diffusa e parte stessa del territorio, incentrata sull’ingegno, la forza e la responsabilità dell’imprenditore”, siano dei “capisaldi”, posti dai padri costituenti a fondamenta della comunità: “Per questo, l’articolo 45 della Costituzione assegna un privilegio particolare all’artigianato, quale espressione dei valori del lavoro, della persona, della tradizione e della continua innovazione”.

Il parere sulla manovra

“La manovra economica mantiene equilibrio tra rigore e crescita. Collaborare tutti per il successo del Pnrr Per questo, nell’anno in cui il Governo ha dovuto ricominciare a fare i conti con i vincoli europei del Patto di stabilità, abbiamo apprezzato lo sforzo di mantenere nella Manovra il giusto equilibrio tra rigore e crescita” ha aggiunto Marco Granelli.

“Sappiamo – ha detto che il Pnrr, per l’entità delle risorse impegnate, è una grande opportunità per il nostro Paese ed è ciò che, in questa fase, può supportare efficacemente la ristrettezza dei conti del bilancio pubblico. Per questo dobbiamo prenderci tutti la responsabilità di collaborare per arrivare agli obiettivi prefissati cercando di tifare per il successo del Piano, perché la sua realizzazione è una cosa di cui ha davvero bisogno il Paese”.