di Donatella Di Nitto
Roma, 10 ago. (LaPresse) – Il caso dei due fucilieri di marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, è approdato nell’aula del tribunale internazionale del diritto del mare, a cui l’Italia aveva fatto ricorso il 21 luglio, in attesa che sia operativo il collegio arbitrale dell’Aja che dovrà decidere nel merito della controversia tra New Dehli e Italia, che lo scorso 26 giugno ha avviato la procedura di arbitrato internazionale.
15 febbraio 2012. Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, del battaglione San Marco, di stanza sulla nave mercantile Enrica Lexie, vengono accusati dell’uccisione di due pescatori indiani al largo dello Stato indiano del Kerala. La difesa dei due marò punta sull’atteggiamento ostile del peschereccio, mentre l’India si difende sostenendo che a bordo del peschereccio non vi erano armi. Il mercantile viene fatto sbarcare al porto di Kochi e i due fucilieri vengono arrestati e portati nel carcere di Trivandrum e successivamente trasferiti nella ‘Borstal school’ (un riformatorio) di Kochi.
Maggio del 2012. Girone e Latorre vengono liberati e trasferiti nell’ambasciata indiana a New Delhi dopo il pagamento di una cauzione.
Febbraio 2013. La Corte suprema indiana concede un permesso di quattro settimane a Latorre e Girone in occasione delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio. Alla fine del permesso concesso ai marò per le elezioni il governo italiano decide di non far rientrare i due militari in India. Il premier indiano Singh minaccia “seri provvedimenti” e l’Italia decide di rimandare in India i due fucilieri.
26 marzo 2013. Il ministro degli Esteri del governo di Mario Monti, Giulio Terzi di Sant’Agata si dimette in dissenso con la decisione del governo di far rientrare i fucilieri 3 maggio 2013. Il governo guidato da Enrico Letta nomina il diplomatico di lungo corso Staffan De Mistura inviato speciale in India. Resterà in carica fino all’aprile 2014 2 giugno 2014. “Abbiamo obbedito a degli ordini, abbiamo mantenuto una parola e la continuiamo a mantenere con grande dignità. E siamo ancora qui”. Lo dice Salvatore Girone in videoconferenza dall’ambasciata italiana a New Delhi con le Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato.
31 agosto 2014. Massimiliano Latorre viene colpito da un attacco ischemico transitorio. Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, vola a New Delhi per sincerarsi delle condizioni del fuciliere, che a settembre rientra in Italia per via delle sue condizioni di salute. A gennaio 2015 Latorre viene operato al cuore per un difetto congenito al Policlinico di San Donato Milanese.
15 gennaio 2015. Il parlamento Europeo si esprime sul caso dei due marò e chiede che “la competenza giurisdizionale sia attribuita alle autorità italiane e/o a un arbitraggio internazionale” 26 giugno 2015. L’Italia attiva l’arbitrato internazionale per la risoluzione del caso e chiede il rientro di Salvatore Girone e la permanenza di Massimiliano Latorre.
21 luglio 2015. L’Italia ricorre al tribunale internazionale del diritto del mare per chiedere “misure cautelari” con carattere di “urgenza” a tutela dei marò.
27 luglio 2015. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, interviene nel corso della Conferenza degli Ambasciatori alla Farnesina in modo deciso sulla vicenda: “Ci batteremo con determinazione per la liberazione dei marò”.
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