Domenica diverse scosse di assestamento hanno spaventato la popolazione
La terra continua a tremare in Marocco dove domenica mattina scosse di assestamento sono state avvertite distintamente. Una, di magnitudo 4.5, è stata registrata a circa 88 chilometri a sud-ovest di Marrakech. Nella stessa aerea, è seguita una seconda scossa di magnitudo 3.9 a una profondità di 10 km. La paura di nuovi terremoti e la mancanza di alloggi per sfollati ha costretto migliaia di persone a passare la notte all’aperto, nelle strette strade della medina di Marrakech o sotto tettoie di fortuna nei villaggi rurali.
Non si fermano nel frattempo le ricerche tra le macerie di eventuali sopravvissuti al terremoto di magnitudo 6.8 che nella notte tra venerdì e sabato ha colpito il Paese, provocando quasi 2.500 morti e altrettanti feriti. Il bilancio è però ancora lontano dall’essere definitivo, come afferma la Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (Ifrc), impegnata nei soccorsi che sono una vera e propria “lotta contro il tempo”.
L’Onu stima che siano 300mila le persone colpite dal sisma che ha interessato soprattutto la provincia di al Haouz, a circa 70 chilometri a sud di Marrakech. La Farnesina ha confermato che nessuno dei 500 italiani che si trovavano nel Paese al momento del sisma risulta tra le vittime o tra i dispersi. I voli di rientro in Italia dal Marocco sono proseguiti senza intoppi per tutta la giornata di domenica. Il ministero degli Esteri francese ha invece dovuto annunciare la morte di 4 suoi cittadini e il ferimento di altri 15. Il governo di Rabat ha chiesto formalmente aiuto alla Spagna che ha risposto inviando un aereo militare A400 con 56 soccorritori e quattro cani da ricerca.
Anche un’équipe di Medici senza frontiere (Msf) è arrivata nelle zone terremotate e ha constato la terribile situazione negli ospedali: “Qui i medici stanno lavorando da 36 ore consecutive”, ha raccontato Michel-Olivier Lacharité, responsabile per le urgenze di Msf. I soccorsi, soprattutto nell’impervia area montuosa di Amizmiz sono tardati ad arrivare e continuano a essere difficoltosi.
Un totale di 100 squadre composte dal 3500 soccorritori sono state organizzate dall’Onu e sono pronte a intervenire nel caso il Marocco ne facesse richiesta. Da Roma è arrivato anche il pensiero del Papa che, durante l’Angelus, ha voluto “esprimere vicinanza al caro popolo del Marocco colpito da un devastante terremoto”. “Prego per i feriti, per coloro che hanno perso la vita, tanti, e per i loro familiari”, ha aggiunto il pontefice, “ringrazio i soccorritori e quanti si stanno adoperando per alleviare le sofferenze della gente”.
Il tema degli aiuti
Oltre alla Spagna, il Marocco ha annunciato di aver accettato l’aiuto di altri tre Paesi: Regno Unito, Qatar ed Emirati Arabi. Il ministero dell’Interno ha dichiarato in una nota di aver risposto favorevolmente “in questa fase” alle offerte dei quattro “di inviare squadre di ricerca e soccorso” per trovare eventuali sopravvissuti del terremoto di magnitudo 6.8 che nella notte tra venerdì e sabato ha colpito il Marocco, provocando oltre 2mila morti e altrettanti feriti. Lo riporta Al Jazeera. Sono state accettate solo quattro offerte di aiuto perché “la mancanza di coordinamento potrebbe essere controproducente”, spiega la nota.
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