La missione Unifil è in corso dal 2006 nel paese
Sono 1.100 i militari dell’Esercito italiano presenti in Libano nell’ambito delle forze Unifil (United Nations Interim Force in Lebanon). I caschi blu sono stati inviati in seguito alla risoluzione Onu 1701 del febbraio 2006, con il contingente che è formato in totale da 13.000 militari, divisi in più settori. Ai 1.100 italiani è affidato il settore ovest, compreso tra la costa e il confine israeliano. Il contingente italiano in Libano ha il compito di “costruzione di una fascia di sicurezza a sud del fiume Litani, nella quale la missione, insieme all’esercito libanese, esercita una azione ‘cuscinetto‘ per prevenire la ripresa delle ostilità. La risoluzione impegna il Governo libanese a sorvegliare i propri confini in modo da impedire l’ingresso illegale in Libano di armamenti e materiali connessi”.
Attualmente, la consistenza massima annuale autorizzata dall’Italia per il contingente nazionale impiegato nella missione è di 1.256 militari, 374 mezzi terrestri e 6 mezzi aerei. In ambito nazionale l’operazione è denominata ‘Leonte‘. Il generale di Brigata dell’Esercito Giovanni Brafa Musicoro, dal 2 agosto scorso è al comando del Settore Ovest di Unifil e della Joint Task Force italiana in Libano (Jtf L-Sw), principalmente composta da militari della Brigata ‘Granatieri di Sardegna’. Della Task Force fanno parte il Comando del Settore Ovest (Sw) di Unifil (Hq) stanziato nella base “Millevoi” a Shama; il Centro Amministrativo d’Intendenza di stanza nella base di Shama, il cui direttore, il Colonnello Mario Scannella, dirige e coordina le attività logistico – amministrative del complesso di unità organiche alle quali il Centro Amministrativo d’Intendenza è di supporto; un’unità di supporto alle attività operative (Hq Support Unit dislocata presso la base di Shama) al comando tenente colonnello Dario Colaianni, che garantisce il supporto diretto al Settore Ovest attraverso assetti specialistici forniti dall’Undicesimo Reggimento Trasmissioni di Civitavecchia, nuclei cinofili del Centro Militare Veterinario di Grosseto e personale moldavo; una task force di manovra Italbatt, dislocata presso la base di Al Mansouri e siti operativi avanzati, al comando del Colonnello Domenico Pisapia, su base 1° Reggimento ‘Granatieri di Sardegna’ che contribuisce con i Battle Groups delle altre nazioni al controllo della ‘Blue Line’ e del territorio del Sud del Libano in assistenza alle forze armate libanesi.
Alle dipendenze di Italbatt opera il II Battaglione ‘Assietta’ e un Gruppo Squadroni del reggimento ‘Lancieri di Montebello’ di Roma con una compagnia del 11esimo Reggimento Genio Guastatori di Foggia, un Battaglione Logistico di formazione che garantisce il sostegno al Settore Ovest attraverso le proprie componenti trasporti, rifornimenti, mantenimento, nuclei di disinfezione più un assetto sanitario Level 1 (presso Shama); un elemento di supporto nazionale su base Brigata Meccanizzata ‘Granatieri di Sardegna‘ al comando del Colonnello Salvatore Pisciotta. Il National Support Element è dedicato al supporto delle forze italiane impiegate in Libano, e raggruppa tutti gli assetti necessari alla gestione delle attività nazionali da e verso la Patria, impiegando diverse unità tra le quali la Joint Multimodal Operation Unit (Jmou), l’infrastructure management centre il Centro di Gestione dell’Infrastruttura (IMC), un plotone del 7° Reggimento Difesa CBRN “Cremona” di Civitavecchia, un team IEDD del 11° Reggimento Genio Guastatori di Foggia e una squadra del 33° Reggimento EW di Treviso.
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