Per il presidente israeliano anche una chiamata da 50 minuti con Putin. Cresce intanto l'allarme sulla situazione umanitaria nella Striscia

Fra Israele e Hamas alla guerra sul campo di battaglia si aggiunge quella verbale. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, si rivolge direttamente ai miliziani palestinesi dicendo loro di alzare bandiera bianca. “È finita. Non morite per Sinwar (il leader di Hamas, ndr), arrendetevi ora“, le sue parole in un videomessaggio dove mette in luce come “negli ultimi giorni decine di terroristi di Hamas si sono arrese ai nostri eroici guerrieri”, delle truppe israeliane. L’organizzazione che governa la Striscia di Gaza però ha ancora nelle sue mani oltre 100 ostaggi e avverte “Netanyahu, Gallant e gli altri membri del gabinetto di guerra israeliano” che nessun prigioniero potrà essere liberato “senza negoziati”.

Telefonata Netanyahu-Putin

A proposito di colloqui internazionali volti a trovare una soluzione al conflitto, Benjamin Netanyahu ha parlato al telefono per 50 minuti con il presidente russo Vladimir Putin. Una telefonata in cui il leader israeliano ha espresso “critiche risolute” alla cooperazione fra Russia e Iran. Netanyahu ha spiegato a Mosca che, a suo dire, qualsiasi altro Paese che avesse subito un attacco terroristico equivalente a quello di Hamas del 7 ottobre avrebbe reagito almeno con la stessa forza con cui ha agito Israele e ha chiesto a Putin di fare pressioni sulla Croce Rossa per assicurare visite agli ostaggi rimasti e consegnare loro farmaci. Anche il Qatar prosegue i suoi sforzi per giungere a una nuova tregua ma Doha sottolinea che le possibilità si sono “ridotte” dopo la ripresa delle ostilità. “Ma non ci arrenderemo”, fa sapere il primo ministro, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al Thani. Dagli Stati Uniti giunge invece la voce del Segretario di Stato, Antony Blinken. Il capo della diplomazia americana ribadisce che sarà Israele a decidere i tempi della fine della guerra ma, allo stesso tempo, lo Stato ebraico deve ridurre al minimo le vittime civili a Gaza.

Cresce l’allarme umanitario nella Striscia

A lanciare l’allarme sulla situazione nella Striscia sono le Nazioni Unite tramite il capo dell’agenzia per i rifugiati palestinesi Unrwa. “La situazione ha raggiunto una natura catastrofica”, afferma Philippe Lazzarini lanciando un appello affinché tutti lavorino per mettere fine “all’inferno sulla Terra” nella Striscia di Gaza dove, secondo il vice direttore del Programma alimentare mondiale (Wfp) delle Nazioni unite, Carl Skau, la metà della popolazione sta “morendo di fame”. Uno scenario apocalittico dove – spiega l’Oms – l’impatto è “catastrofico” anche sulla salute della popolazione civile con il sistema sanitario di Gaza ridotto a un terzo della propria capacità. Secondo gli ultimi dai forniti dal ministero della Sanità della Striscia, controllato da Hamas, i morti dall’inizio delle ostilità sono 18mila e i feriti circa 50mila.

 

 

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