Consiglio Onu rinvia ancora il voto sulla risoluzione a Gaza. Superate le 20mila vittime. Bimba palestinese nasce a bordo nave italiana 'Vulcano'
La guerra in Medioriente giunge al giorno 77. Il bilancio dei morti a Gaza ha raggiunto 20.057 vittime e 53.320 feriti dal 7 ottobre scorso. Lo ha reso noto il ministero della Salute palestinese sui propri profili social. L’esercito israeliano: “Uccisi oltre 2.000 terroristi di Hamas dalla fine della tregua”. Nella notte si è svolta una riunione a porte chiuse del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per cercare di trovare un accordo sulla risoluzione per permettere agli aiuti umanitari di entrare a Gaza ma il voto è stato nuovamente rinviato. Secondo i media internazionali nella nuova bozza sarebbe scomparsa la richiesta della fine immediata dei combattimenti, rimpiazzata da misure urgenti per consentire gli aiuti umanitari. Gli Usa: “Eravamo pronti a sostenere la bozza, così come era scritta”. Non è chiaro quindi cosa possa aver impedito per l’ennesima volta il voto.
16.10 Bimba palestinese nata a bordo nave italiana ‘Vulcano’
“Poco fa è nata una bambina a bordo della nave ospedale Vulcano che sta soccorrendo i civili feriti palestinesi. Si chiama Ilin. Lei e la mamma, una ragazza palestinese di 23 anni, sono in ottime condizioni. Grazie ai nostri militari per il loro lavoro a servizio della pace e a tutela della popolazione civile. E’ una bella notizia per Natale”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando con i giornalisti a Durazzo.
15.35 Relatrice Onu: “Israele sta espellendo civili da Gaza”
Israele sta cercando di alterare in modo permanente la composizione della popolazione di Gaza con continui ordini di evacuazione e attacchi diffusi e sistematici contro i civili e le infrastrutture civili nelle aree meridionali dell’enclave assediata. Lo ha detto Gaviria Betancur, relatrice speciale delle Nazoni Unite sui diritti umani degli sfollati interni. “Israele ha rinnegato le promesse di sicurezza fatte a coloro che hanno rispettato l’ordine di evacuare il nord di Gaza due mesi fa. Ora sono stati nuovamente sfollati con la forza, insieme alla popolazione del sud di Gaza”, ha affermato. “Mentre gli ordini di evacuazione e le operazioni militari continuano ad espandersi e i civili sono sottoposti quotidianamente ad attacchi incessanti, l’unica conclusione logica è che l’operazione militare israeliana a Gaza mira a deportare in massa la maggioranza della popolazione civile”, ha spiegato.relatrice Onu, Israele sta espellendo civili da Gaza.
15.29 Hamas: “Dobbiamo rappresentare Palestina unita, stop fazioni”
Lo scopo è quello di rivolgersi al mondo esterno come popolo palestinese, non come una o due fazioni. Stiamo cercando una posizione palestinese unificata”. Lo ha detto il funzionario di Hamas Husam Badran, parlando ad Al Jazeera. Badran ha aggiunto che Hamas ritiene che in questo “momento terribile” debba essere creato un meccanismo per ripristinare l’unità palestinese e creare una posizione politica uniforme su cui i palestinesi nei territori occupati possano successivamente votare.
13:30 Da Ue aiuti per 118 milioni ad Anp
La Commissione europea ha annunciato di aver adottato un pacchetto di aiuti da 118 milioni di euro a sostegno dell’Autorità nazionale palestinese. Lo riporta il Guardian. L’esecutivo comunitario ha affermato che gli aiuti contribuiranno a pagare gli stipendi e le pensioni dei dipendenti pubblici in Cisgiordania, le indennità sociali per le famiglie vulnerabili e il pagamento per i ricoveri medici negli ospedali di Gerusalemme Est.
13:15 Colloquio telefonico tra Putin e Abbas
Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente dell’Autorità palestinese (Anp) Mahmoud Abbas hanno discusso telefonicamente del conflitto tra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza. Lo ha riferito il servizio stampa del Cremlino, come riporta l’agenzia Tass. “Le questioni relative all’escalation senza precedenti del conflitto israelo-palestinese, principalmente nella Striscia di Gaza, sono state discusse in dettaglio”, ha affermato il Cremlino in una nota. “È stata sottolineata l’importanza di una rapida fine allo spargimento di sangue e della ripresa del processo politico per la soluzione del Medio Oriente su una base giuridica internazionale generalmente riconosciuta, che preveda la creazione dello Stato di Palestina entro i confini del 1967”, aggiunge la nota.
13:00 Kibbutz Nir Oz annuncia morte 73enne in ostaggio
Il kibbutz Nir Oz ha annunciato che Gad Haggai, 73 anni, rapito il 7 ottobre da Hamas, è morto. Il suo corpo resta nelle mani dei miliziani palestinesi nella Striscia di Gaza. Haggai era padre di 4 figli e nonno di 7 nipoti. Sua moglie Judith, che si ritiene sia stata ferita nell’attacco del 7 ottobre, è tenuta ancora in ostaggio. Lo riporta il Times of Israel. I due stavano passeggiando nei campi del kibbutz quando i miliziani di Hamas hanno fatto irruzione. Secondo il Forum Hostages and Missing Families, prima che venissero presi, Judith ha avuto il tempo di avvisare telefonicamente gli amici che i combattenti di Hamas avevano sparato loro e che Gadi era gravemente ferito.
12:45 Hezbollah, 121 nostri membri uccisi da inizio guerra
Il gruppo libanese Hezbollah ha riferito che 121 suoi membri sono stati uccisi da quando è iniziato il conflitto tra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza. Da allora, sono iniziati anche i lanci di razzi incrociati tra l’esercito israeliano dal nord del Paese e Hezbollah, alleato di Hamas, dal sud del Libano.
12:30 Oxfam, 90% popolazione rischia di morire di fame
In risposta al Rapporto sulla classificazione integrata delle fasi della sicurezza alimentare (Ipc), che lancia l’allarme sul rischio di carestia con la prosecuzione del conflitto e del blocco all’ingresso degli aiuti a Gaza, Paolo Pezzati, portavoce di Oxfam Italia per le crisi umanitarie, ha dichiarato: “Lasciare la popolazione di Gaza senza acqua e cibo è un atto premeditato e costituisce un crimine di guerra del Governo israeliano. La catastrofe umanitaria in corso è la prova inconfutabile che gli attacchi di Israele hanno portato al collasso il già fragile sistema alimentare nella Striscia”. Secondo Pezzati, “il 90% della popolazione, pur salvandosi dagli attacchi, potrebbe morire di fame“.
12:00 Scontri tra soldati e fedeli a Gerusalemme est
“Ci sono stati molti scontri e, per la prima volta, non solo in una zona ma fuori da diverse porte che portano alla Città Vecchia“. È quanto riferisce Sara Khairat, reporter di Al Jaazera che si trova a Gerusalemme est. La giornalista ha detto che si sono sentiti “botti” vicino alla moschea di Al-Aqsa, poco prima dell’inizio della preghiera del venerdì. Un video che circola sui social mostra soldati israeliani a cavallo che scacciano i fedeli musulmani dalla Porta dei Leoni, una delle sette porte della Città Vecchia di Gerusalemme.
11:45 Crosetto: “Rinvio Onu non preoccupa, riportare a Gaza umanità”
“Rinvio del consiglio di sicurezza Onu? Non mi preoccupa. Su Gaza c’è una situazione molto complessa e difficile. Noi siamo fra i paesi che hanno chiesto il cessate il fuoco. C’è bisogno di riportare umanità, diritto internazionale, rispetto per i cittadini che non fanno parte di Hamas. L’Italia sta chiedendo una tregua, è il momento di lasciare spazio alla politica non solo alle armi“. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, a margine di una visita al al centro Delphinia di Caivano, dove è in corso un intervento di riqualificazione.
10:00 Idf a residenti città Strisca Gaza, ‘evacuate verso sud’
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno iniziato a chiedere ai residenti della città di Bureij, nel centro della Striscia di Gaza, di evacuare il sud e di dirigersi verso rifugi a Deir al-Balah, mentre l’offensiva di terra militare si espande. Il tenente colonnello Avichay Adraee, portavoce in lingua araba dell’Idf, ha pubblicato una mappa delle zone che devono essere evacuate, sottolineando che la principale autostrada che collega il nord e il sud di Gaza, Salah ad-Din, nelle aree a nord-est di Khan Younis rimane ancora una “zona di battaglia”. Adraee ha aggiunto che l’Idf faciliterà il movimento dei civili attraverso una tangenziale lungo la costa. Lo riporta il Times of Israel.
09:30 Papa invia l’elemosiniere Krajewski in Terra Santa
“Papa Francesco, addolorato per la ‘terza guerra mondiale a pezzi’ che affligge il mondo, prega ogni giorno per la pace chiedendo a gran voce la fine dei conflitti che insanguinano la terra: nella martoriata Ucraina, in Siria, in molti paesi in Africa e ora in Israele e in Palestina. Come segno concreto della sua partecipazione alle sofferenze di chi vive in prima persona le conseguenze della guerra e in questo tempo di Natale, ha inviato il Suo Elemosiniere, il Cardinal Konrad Krajewski, in Terra Santa. È desiderio infatti del Santo Padre che questo viaggio sia accompagnato dalla preghiera per ottenere il dono della pace nei territori dove ancora risuona il rumore delle armi”. Lo riferisce un comunicato del Dicastero per il Servizio della Carità – Elemosineria Apostolica.
09:15 Direttore ministero Salute Gaza gravemente ferito in raid
Il direttore generale del ministero della Salute palestinese, Munir al-Bursh, è rimasto gravemente ferito nei pesanti bombardamenti israeliani nel nord della Striscia di Gaza. Si stava rifugiando nella casa di sua sorella, che è stata presa di mira. Lo riporta Al Jazeera. Anche i suoi familiari sono rimasti feriti, mentre sua figlia è rimasta uccisa in un’attacco precedente alla loro casa. I raid israeliani sono continuati anche a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, dove almeno 6 persone sono state uccise. Si teme però che ci siano ancora persone sotto le macerie.
09:00 Mezzaluna Rossa, membri nostro staff picchiati e torturati
“Le autorità di occupazione israeliane hanno rilasciato alcuni membri delle nostre équipe detenuti all’interno del centro ambulanze di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza. Alcuni hanno subito percosse e torture, mentre 8 rimangono ancora in custodia“. È quanto fa sapere la Mezzaluna Rossa palestinese sui social. “Secondo i membri del team rilasciati”, aggiunge, “ai residenti nelle vicinanze è stato chiesto di avvicinarsi al centro ambulanze come punto di sfollamento. Successivamente, l’esercito israeliano ha ordinato ai maschi di uscire per essere interrogati, a cui è seguita una chiamata simile per le donne, che sono state portate in un luogo sconosciuto”.
08:30 Idf, preso controllo del quartiere Rimal di Gaza City
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato che la Brigata 401 ha ottenuto il controllo operativo del quartiere Rimal di Gaza City. Secondo quanto affermano, i tunnel utilizzati dai membri anziani di Hamas, Ismail Haniyeh, Yahya Sinwar e Mohammed Def, sono stati scoperti nella zona dalla squadra di combattimento della brigata, insieme alle unità d’élite Shaldag e Shayetet 13. Lo riporta Haaretz.
08:00 Altri 2 soldati israeliani uccisi, totale a 139
L’esercito israeliano fa sapere che altri due soldati sono stati uccisi combattendo Hamas nella Striscia di Gaza. Si tratta del Sergente Prima classe (riservista) Tal Shua, 31 anni e del tenente Shai Ayeli, 21 anni. Sale così a 139 il bilancio dei soldati morti nell’offensiva di terra israeliana. Lo riporta il Times of Israel. Inoltre, l’esercito ha aggiunto che altri 3 militari sono rimasti gravemente feriti negli scontri nel nord e nel sud di Gaza.
07:00 Autorità Gaza, oltre 20mila vittime e 53mila feriti
In totale 20.057 palestinesi sono stati uccisi e 53.320 feriti dagli attacchi israeliani a Gaza dal 7 ottobre. Lo riferisce il ministero della Sanità nel territorio palestinese. In particolare, secondo il ministero della Salute di Gaza, citato da Al Jazeera, nelle ultime 48 ore 390 palestinesi sono stati uccisi e altre 734 persone sono rimaste ferite.
06:30 Onu, mezzo milione di persone a Gaza senza cibo
Un rapporto delle Nazioni Unite rileva che più di mezzo milione di persone, un quarto della popolazione, a Gaza stanno soffrendo la fame perché non c’è abbastanza cibo che entra nel territorio dallo scoppio della guerra, più di 10 settimane fa. L’economista capo del Programma alimentare mondiale Arif Husain afferma che “praticamente tutti a Gaza hanno fame”. Ha avvertito che se la guerra tra Israele e Hamas continuerà allo stesso livello e le consegne di cibo non verranno ripristinate, la popolazione potrebbe affrontare “una vera e propria carestia entro i prossimi sei mesi”.
06:15 Mezzaluna Rossa, raid Israele in centro ambulanze a Jabalya
Le forze israeliane hanno invaso il centro ambulanze di Jabalia, nella parte nord della Striscia di Gaza, della Mezzaluna rossa palestinese. A renderlo noto la stessa organizzazione su ‘X’. “Hanno arrestato gli equipaggi e i paramedici, portandoli in un luogo sconosciuto. Bambini e donne sono ancora intrappolati all’interno del centro”, si legge. L’Organizzazione chiede alla comunità internazionale “di fare pressione per il rilascio immediato delle nostre squadre e per garantire loro protezione”. “Chiediamo inoltre la protezione di donne e bambini e di garantire la loro evacuazione sicura”.
06:00 Onu rinvia ancora voto su risoluzione per Gaza
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha nuovamente rinviato il voto sulla risoluzione per Gaza. Gli Stati Uniti ora sostengono la risoluzione, ma altri Paesi chiedono un testo più forte con anche l’appello per la sospensione urgente delle ostilità tra Israele e Hamas. Il progetto di risoluzione è stato discusso a porte chiuse per oltre un’ora dai membri del consiglio, poiché ci sono stati cambiamenti significativi, molti rappresentanti hanno affermato di aver bisogno di consultare le proprie capitali prima del voto, previsto per oggi. L’ambasciatrice americana Linda Thomas-Greenfield ha detto ai giornalisti che gli Stati Uniti sostengono il nuovo testo e che, se verrà messo ai voti, lo appoggeranno.
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