Il candidato riformista Masoud Pezeshkian e il tradizionalista Saeed Jalili si sfideranno nel ballottaggio delle elezioni presidenziali iraniane venerdì prossimo. Lo ha annunciato Mohsen Eslami, portavoce del servizio elettorale iraniano, spiegando che nessuno degli aspiranti presidenti ha raggiunto il quorum necessario per assicurarsi un elezione al primo turno.
Pezeshkian parte avanti, avendo incassato 10,4 milioni di preferenze, contro le 9,4 milioni di Jalili. Lo speaker del Parlamento Mohammad Bagher Qalibaf ha ottenuto 3,3 milioni di voti, mentre il religioso sciita Mostafa Pourmohammadi ha ottenuto oltre 206.000 voti. In totale sono stati conteggiati 24,5 milioni di voti.
Gli appelli della Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, non hanno sortito effetti sugli elettori iraniani che per la maggior parte hanno disertato le urne al primo turno delle presidenziali. Stando ai dati ufficiali l’affluenza complessiva è stata del 39,9%, due punti in meno rispetto alle presidenziali del 2021, che portarono all’elezione del defunto Ebrahim Raisi, e uno in meno rispetto alle parlamentari di marzo. Oltre un milione di schede sono state annullate.