I gruppi armati guidati da Hamas hanno commesso numerosi crimini di guerra durante l’attacco del 7 ottobre nel sud di Israele che ha scatenato la guerra a Gaza. Lo afferma Human Rights Watch (Hrw), in un report di 230 pagine pubblicato oggi che si concentra solo sugli attacchi del 7 ottobre e non esamina le azioni intraprese da Hamas o da Israele durante la successiva guerra nella Striscia di Gaza. Secondo Hrw, gli atti compiuti dai combattenti palestinesi che il 7 ottobre hanno ucciso 1.200 persone e ne hanno rapite più di 250 soddisfano la definizione legale internazionale di crimini contro l’umanità e crimini di guerra.
Il report di Human Rights Watch ha rilevato che 5 diversi gruppi armati palestinesi, guidati dalle Brigate Qassam di Hamas, hanno commesso crimini di guerra e violato il diritto internazionale uccidendo, torturando, prendendo ostaggi, saccheggiando e commettendo crimini di violenza sessuale e di genere. Il gruppo per i diritti umani con sede a New York ha dichiarato che i suoi ricercatori non sono stati in grado di verificare in modo indipendente le denunce di violenza sessuale e stupro, ma che si sono basati su un report separato di un inviato speciale delle Nazioni Unite che ha trovato “ragionevoli motivi” per credere che i combattenti di Hamas abbiano commesso violenza sessuale durante l’attacco. I militanti hanno commesso un crimine contro l’umanità perché hanno lanciato un “attacco diffuso diretto contro una popolazione civile”, ha dichiarato Belkis Wille, direttore associato di Hrw, che è arrivato in Israele pochi giorni dopo il 7 ottobre e ha trascorso un mese a fare ricerche sull’attacco con staff locale. I ricercatori hanno esaminato gli attacchi palestinesi contro 26 siti civili nel sud di Israele, tra cui kibbutzim, città, 2 festival musicali e una festa in spiaggia, e hanno parlato con quasi 100 sopravvissuti e 50 esperti e primi soccorritori.
“L’uccisione di civili e la presa di ostaggi erano tutti obiettivi centrali dell’attacco pianificato, e non azioni che si sono verificate come un ripensamento o come un piano andato storto, né come atti isolati per esempio da parte di palestinesi di Gaza non affiliati”, ha detto Wille. Dopo aver esaminato centinaia di foto e video, i ricercatori hanno stabilito che la maggior parte dei palestinesi che hanno preso parte all’attacco erano affiliati a gruppi armati e non erano civili entrati in Israele approfittando della recinzione aperta: “Questa è una rivendicazione che è stata fatta molto presto, è stata fatta da Hamas per distanziare i propri combattenti dagli abusi, ed è stata fatta da Israele per giustificare gli attacchi contro i civili a Gaza”, ha detto Wille. Human Rights Watch ha osservato filmati di combattenti, anche in abiti civili e senza insegne militari, che comunicavano con walkie-talkie e prendevano ordini dai comandanti, giungendo alla conclusione che i combattenti che hanno compiuto i peggiori abusi, soprattutto nelle prime ore dell’attacco, appartenevano a fazioni armate. In una risposta di 9 pagine al rapporto di Hrw, Hamas ha affermato che le Brigate Qassam hanno pianificato e condotto l’attacco del 7 ottobre, non il movimento politico di Hamas, e che i combattenti hanno ricevuto istruzioni di non prendere di mira i civili. Human Rights Watch ha replicato che la risposta di Hamas è “falsa” e che “l’uccisione intenzionale e la presa di ostaggi di civili è stata pianificata e altamente coordinata”. L’organizzazione ha chiesto ad Hamas di rilasciare immediatamente i circa 120 ostaggi e i corpi degli ostaggi ancora trattenuti a Gaza e che tutte le parti aderiscano al diritto internazionale e concordino un cessate il fuoco il prima possibile.
Human Rights Watch ha un rapporto teso con Israele, che ha accusato di violare il diritto internazionale in diversi casi. Ad aprile un’indagine di Hrw ha rilevato che un attacco israeliano di ottobre nel centro di Gaza, che ha ucciso 106 palestinesi, costituiva un crimine di guerra perché pare non ci fosse un obiettivo militare. Israele afferma che cerca di evitare di danneggiare i civili e attribuisce la responsabilità delle morti a Hamas perché i militanti operano in aree densamente abitate. Il gruppo ha anche accusato Israele di aver violato il diritto internazionale colpendo edifici residenziali in Libano con il fosforo bianco, una munizione chimica. L’esercito israeliano dichiara che rispetta il diritto internazionale in materia di munizioni e di aver usato il fosforo bianco come cortina fumogena, non per colpire i civili. Secondo il ministero della Sanità di Gaza, sono oltre 38mila i morti nella Striscia dall’inizio della guerra.