Hamas ha annunciato ufficialmente che Yahya Sinwar sarà il nuovo capo del politburo, in seguito all’assassinio di Ismail Haniyeh a Teheran la scorsa settimana. Sinwar non è più apparso in pubblico dall’attacco del 7 ottobre guidato da Hamas al sud di Israele, in cui i militanti hanno ucciso 1.200 persone e ne hanno presi circa 250 come ostaggi, innescando la campagna israeliana a Gaza che dura ormai da 10 mesi.
“Sinwar è un brutale terrorista che ha sulle sue mani il sangue di cittadini americani e non solo”. Così il portavoce del dipartimento di Stato americano, Matthew Miller, in un briefing con i giornalisti. Il nuovo capo di Hamas “dovrebbe essere consegnato alla giustizia, ma ora bisogna proseguire con i negoziati fino alla fine e lui è la persona che deve accettare questo cessate il fuoco”, ha detto ancora il funzionario.
“Abbiamo fatto tanta strada” e l’accordo per il cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi a Gaza è “più vicino che mai”. Lo ha detto il portavoce del Consiglio per la Sicurezza nazionale Usa, John Kirby. “C’è una buona proposta davanti a entrambe le parti e devono accettarla, così da chiudere” l’accordo, ha aggiunto il funzionario, parlando con un gruppo ristretto di giornalisti.
“Per come stanno le cose” il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, “potrebbe trascinare il Libano a pagare prezzi estremamente alti. Non possono nemmeno immaginare cosa potrebbe succedere”. Lo ha detto il ministro israeliano della Difesa, Yoav Gallant, parlando ai militari dello Stato ebraico impegnati nella simulazione di un’eventuale guerra in Libano. Lo riporta The Times of Israel. “Questo potrebbe anche degenerare in una guerra – ha aggiunto – Non è una teoria, è reale”.
Sei persone sarebbero morte negli ultimi raid israeliani su Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riporta Al Jazeera. Nel bombardamento avvenuto nei pressi di una moschea della zona occidentale della città avrebbero perso la vita due persone. In altri due attacchi sarebbero stati colpiti un mercato e un abitazione, provocando la morte di quattro persone. Un raid avrebbe inoltre preso di mira la città di Abasan, a est di Khan Younis, causando un numero imprecisato di vittime.
Un drone israeliano avrebbe colpito un veicolo nella città di Jouaiyya, nel sud del Libano. Lo riportano i media del ‘Paese dei cedri, secondo cui l’attacco avrebbe provocato un morto e quattro feriti.
Le forze israeliane di difesa (Idf) hanno annunciato di aver distrutto ieri un impianto per la produzione di armi di proprietà di Hamas e della Jihad islamica palestinese all’interno di una zona umanitaria stabilita da Israele nella Striscia di Gaza. Lo riporta The Times of Israel. L’Idf ha assicurato di aver adottato “molte misure” per limitare i danni ai civili, compresa sorveglianza aerea, munizioni “adattate al tipo di attacco” e informazioni di intelligence. Negli ultimi giorni, spiega l’Idf, decine di raid aerei sono stati effettuati nell’enclave, prendendo di mira edifici utilizzati da gruppi di miliziani e cellule operative. Le truppe della 162esima divisione, da parte loro, hanno ucciso uomini armati e distrutto siti che si riteneva appartenessero a gruppi terroristici durante le operazioni nella zona di Rafah. Nel corridoio di Netzarim, nella parte centrale di Gaza, le forze israeliane hanno eliminato altri miliziani durante scontri nei quali hanno chiesto il supporto aereo.
“Il regime sionista riceverà presto una risposta forte e definitiva e su questo non vi sono dubbi”. Lo ha detto il generale iraniano Seyed Abdul Rahim Mousavi, comandante dell’esercito della Repubblica islamica. Lo riportano i media iraniani. Mousavi ha quindi definito Israele una “banda criminale che non aderisce ad alcuna legge” che compie atti “contrari a tutte le leggi”. Tel Aviv, ha concluso l’ufficiale iraniano, ha compreso “la velocità” della sua “caduta” e con questi atti cerca di “salvarsi dalla palude, cosa che sicuramente non accadrà”.
L’Iran potrebbe riconsiderare i suoi piani di attacco contro Israele dopo che gli Stati Uniti hanno inviato le loro truppe nella regione e hanno trasmesso all’Iran messaggi in cui li mettevano in guardia dalle gravi conseguenze per il nuovo governo del presidente Masoud Pezeshkian. È quanto riporta il Washington Post. “L’Iran capisce chiaramente che gli Stati Uniti sono irremovibili nella difesa dei propri interessi, dei propri partner e del proprio popolo”, ha detto al quotidiano statunitense un alto funzionario dell’amministrazione Biden, “abbiamo spostato una quantità significativa di risorse militari della regione per sottolineare questo principio”.
Un funzionario turco ha dichiarato che la Turchia presenterà oggi alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia la richiesta di unirsi alla causa per genocidio intentata dal Sudafrica contro Israele. Nicaragua, Colombia, Libia, Messico, Spagna e funzionari palestinesi hanno già chiesto di unirsi al caso. La decisione della Corte sulle loro richieste è ancora in sospeso. Se ammessi al caso, i Paesi potranno presentare osservazioni scritte e intervenire alle udienze pubbliche. Il Sudafrica ha presentato il caso al tribunale delle Nazioni Unite alla fine dello scorso anno, accusando Israele di aver violato la Convenzione sul genocidio attraverso le sue operazioni militari a Gaza. Israele ha respinto con forza le accuse di genocidio e ha sostenuto che la guerra a Gaza è una legittima azione difensiva contro i militanti di Hamas per l’attacco del 7 ottobre nel sud di Israele che ha ucciso circa 1.200 persone e preso 250 ostaggi.
Il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha dichiarato che Yahya Sinwar, la mente dell’attacco del 7 ottobre nominato ieri nuovo leader politico di Hamas, ha il potere di garantire il raggiungimento di un accordo per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Sinwar “è stato e rimane il principale decisore quando si tratta di concludere il cessate il fuoco, e quindi penso che l’annuncio della sua nomina sottolinei solo il fatto che spetta a lui decidere se andare avanti con un cessate il fuoco che chiaramente aiuterà così tanti palestinesi in disperato bisogno, donne, bambini, uomini che sono presi nel fuoco incrociato”, ha detto Blinken, “spetta davvero a lui“.
Il massimo portavoce dell’IDF reagisce alla nomina di Yahya Sinwar a nuovo leader di Hamas. “C’è solo un posto per Yahya Sinwar, ed è accanto a Muhammad Deif e al resto dei terroristi del 7 ottobre. Questo è l’unico posto che stiamo preparando e intendiamo per lui”, dice il contrammiraglio Daniel Hagari alla televisione saudita Al-Arabiya, riferendosi al massimo comandante militare di Hamas ucciso in un attacco israeliano il mese scorso.