Idf: "Numeri gonfiati". Combattimenti in corso a Rafah, Idf ordina evacuazione Khan Younis

Mentre la diplomazia internazionale tenta in tutti i modi di favorire un accordo per il cessate il fuoco, a Gaza si continua a combattere. Le autorità della Striscia denunciano un attacco delle forze israeliane su una scuola che avrebbe causato “un centinaio” di vittime fra le quali anche “undici bambini e sei donne”. L’Idf non smentisce l’operazione militare spiegando che la struttura, la scuola al-Tabin, sarebbe stata un centro di comando dei militanti della Jihad islamica e di Hamas. L’esercito israeliano parla di un bilancio delle vittime “gonfiato” dall’organizzazione palestinese. Per l’Idf nell’attacco, effettuato “con accuratezza”, sarebbero stati uccisi “19 agenti del gruppo terroristico” e la scuola non avrebbe subito “nessun danno grave”. Hamas parla di “grave escalation” e di “scuse” da parte degli israeliani “per prendere di mira i civili, le scuole, gli ospedali e le tende dei rifugiati” invitando la comunità internazionale ad “agire con fermezza per fermare i massacri”.

I timori internazionali per il rischio escalation

Le preoccupazioni per le conseguenze dell’accaduto sono pressoché unanimi. L’Egitto, mediatore chiave nella crisi in Medioriente, dichiara che Israele “non ha intenzione” di raggiungere un accordo per il cessate il fuoco mentre il Qatar, altra nazione molto attiva nella ricerca della tregua, chiede un’indagine internazionale. Gli Usa esprimono “profonda preoccupazione” e spiegano di “essere in contatto con la controparte israeliana”. “Sappiamo che Hamas ha usato le scuole come luoghi di raccolta e di operazioni, ma abbiamo anche detto ripetutamente e coerentemente che Israele deve prendere misure per ridurre al minimo i danni ai civili”, dichiara il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americana, Sean Savett. Anche l’Ue, tramite l’Alto rappresentante per la politica estera Josep Borrell, si dice “inorridita” per l’accaduto affermando che “non c’è alcuna giustificazione per questi massacri”. Di bombardamento “assolutamente inaccettabile” parla il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, chiedendo a Israele “il rispetto del diritto umanitario”. Intanto il bilancio delle vittime nella Striscia si avvicina a quota 40mila. Fra i Paesi che condannano il raid in maniera netta c’è la Russia che esorta “la parte israeliana ad astenersi dagli attacchi contro obiettivi civili che non possono essere giustificati” e “minano gli sforzi della comunità internazionale”. Proprio a Mosca si attende l’arrivo di Mahmoud Abbas. Il presidente dell’Anp dovrebbe giungere in Russia lunedì e incontrare il presidente Vladimir Putin il giorno successivo. Dall’Iran infine arriva un altro monito nei confronti di Israele. I pasdaran si dicono infatti “pronti” a “eseguire l’ordine” della guida suprema Ali Khamenei di “punire duramente” lo Stato ebraico dopo l’assassinio avvenuto a Teheran del capo politico di Hamas, Ismail Haniyeh. 

Combattimenti in corso a Rafah, bombardato campo profughi Bureij 

Violenti scontri tra le forze israeliane e miliziani palestinesi sono in corso da ore a Rafah, mentre l’esercito israeliano ha lanciato attacchi di artiglieria sulla città meridionale. E’ quanto riferisce Al Jazeera. Il canale palestinese al-Aqsa ha parlato invece di attacchi israeliani con elicotteri nel centro di Deir el-Balah e di bombardamenti di artiglieria e aerei contro il vicino campo profughi di Bureij e la città di al-Qarara, nei pressi del Khan Younis meridionale. Nella notte sarebbe stata bombardata anche la costa di Gaza City.

Idf ordina evacuazione Khan Younis, Hamas in zona umanitaria

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno emesso nuovi avvisi di evacuazione per i palestinesi nell’area di Khan Younis e sono stati modificati i confini della zona umanitaria designata da Israele. Lo riferisce The Times of Israel. Il quartiere al-Jalaa di Khan Younis non sarà più considerato parte della zona umanitaria, poiché le Idf hanno dichiarato di voler intervenire in quell’area contro le attività di Hamas. “A causa dei numerosi atti di terrorismo, dello sfruttamento della zona umanitaria per attività terroristiche e del lancio di razzi contro lo Stato di Israele dal quartiere di al-Jalaa, rimanere in questa zona è diventato pericoloso”, hanno fatto sapere le Idf.

Palestinesi di Jenin protestano contro massacro scuola

L’agenzia di stampa Wafa riferisce che i palestinesi della città di Jenin, in Cisgiordania occupata, hanno manifestato per condannare l’attacco mortale israeliano alla scuola al-Tabin di Gaza City. I manifestanti hanno marciato per le strade della città, scandendo slogan di denuncia contro “i crimini dell’occupazione e i massacri in corso” nella Striscia di Gaza. I manifestanti hanno anche chiesto alla comunità internazionale di intervenire e porre fine alla guerra di Israele contro Gaza. 

Min. Salute Palestina: “Dal 7 ottobre uccisi 500 medici a Gaza”

Dalla strage del 7 ottobre sarebbero 500 i medici e gli operatori sanitari uccisi nella striscia di Gaza. Altre centinaia sarebbero rimasti feriti. Lo riporta Al Jazeera che cita il Ministero della Salute Palestinese. Secondo il media quatarino in 10 mesi di guerra sono stati arrestati 320 operatori sanitarie e distrutte 130 ambulanze dalle forze di difesa israeliane. Anche le strutture sanitarie nella Cisgiordania occupata avrebbero subito oltre 340 attacchi. Il Ministero palestinese ha affermato che le scarse condizioni idriche e igienico-sanitarie, unite al sovraffollamento, hanno portato a un aumento delle malattie e delle morti premature, sottolineando come Gaza stia “affrontando un disastro sanitario pubblico”. 

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