È stato ritenuto colpevole di aver disobbedito all'Alto rappresentante internazionale Schmidt

Il tribunale di Sarajevo ha condannato il presidente della Bosnia Milorad Dodik a un anno di prigione e a sei anni di interdizione dall’attività politica. La storica sentenza è arrivata dopo un processo durato un anno. Dodik è stato ritenuto colpevole di aver disobbedito all’Alto rappresentante internazionale Christian Schmidt, incaricato di supervisionare la pace nel paese balcanico. Il presidente, che non era in aula quando è stata letta la sentenza, ha dichiarato che ignorerà qualsiasi condanna e ha minacciato “misure radicali” in risposta, tra cui l’eventuale secessione dell’entità serba della Bosnia, la Repubblica Serba, dal resto del Paese.

Il contesto storico

La minaccia separatista di Dodik ha riacceso le paure in Bosnia, dove la guerra del 1992-95 ha causato la morte di 100.000 persone e lo sfollamento di milioni di civili. Gli Accordi di Dayton, sponsorizzati dagli Stati Uniti, hanno posto fine al conflitto quasi tre decenni fa, creando due entità: la Repubblica Serba e la Federazione Croato-Bosniaca. Le due entità godono di un’ampia autonomia, ma condividono alcune istituzioni, tra cui l’esercito, l’alta magistratura e l’amministrazione fiscale.

Dodik: “Gente sa che non sono colpevole”

Dodik si trovava nella capitale amministrativa serbo-bosniaca, Banja Luka, dove migliaia di persone si sono radunate in suo sostegno. “Dicono che sono colpevole, ma ora la gente qui dirà perché non lo sono“, ha dichiarato alla folla subito dopo l’annuncio del verdetto, “non c’è motivo di preoccuparsi. Ho imparato a gestire situazioni più difficili. È importante che voi siate qui”.

L’amicizia con il presidente serbo Vucic

Nella vicina Serbia, i media filogovernativi hanno riferito che il presidente populista Aleksandar Vucic ha convocato una sessione urgente del consiglio di sicurezza nazionale. È improbabile che Dodik venga mandato in prigione, perché gode del pieno sostegno di Vucic, che può dargli rifugio a Belgrado. Si prevede inoltre che ricorrerà in appello contro la condanna. Dodik ha detto alla folla di Banja Luka di aver parlato al telefono con Vucic e con il primo ministro ungherese Viktor Orban, che ha definito un amico. Ha invitato Vucic a venire a Banja Luka per discutere “cosa faremo dopo”. Il parlamento serbo-bosniaco voterà per respingere il procedimento legale contro Dodik. I deputati approveranno anche diverse leggi che vietano il lavoro delle istituzioni legali bosniache centrali dalla metà della Bosnia controllata dai serbi.

 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata