Il ministro degli Esteri israeliano chiede anche il rilascio di tutti gli ostaggi
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha affermato che Israele è “pronto a procedere alla seconda fase del cessate il fuoco” ma chiede il rilascio di tutti gli ostaggi e la “totale smilitarizzazione” della Striscia di Gaza. Lo riporta il Times of Israel. Saar ha parlato anche degli aiuti umanitari, attualmente bloccati da Israele, che a suo dire sarebbero al momento “la fonte di reddito numero uno di Hamas a Gaza”.
Media: piano arabo per Gaza si basa su governance transitoria
Intanto i Paesi arabi stanno discutendo al Cairo un piano per il futuro di Gaza. Questo prevederebbe una “governance transitoria” che possa “garantire la sicurezza in modo da preservare le prospettive di una soluzione a due Stati”. E’ quanto riporta Sky News Arabia citando una fonte informata. La stessa fonte ha aggiunto che sono in corso degli sforzi per elaborare una “proposta graduale” per la gestione della Striscia di Gaza durante la ricostruzione, “tenendo conto della salvaguardia del diritto del popolo palestinese a rimanere sulla propria terra”.
Secondo la fonte, la Striscia di Gaza è parte integrante dei territori palestinesi e “il tentativo di stabilire una separazione tra la Striscia e la Cisgiordania distrugge le speranze di pace“. La fonte ha sottolineato infine “la necessità che la comunità internazionale si unisca per “affrontare il disastro umanitario causato dalla guerra nella Striscia di Gaza”.
La controproposta dei Paesi arabi
I leader arabi riuniti al Cairo dovrebbero approvare una controproposta alla richiesta del presidente americano Donald Trump di spopolare la Striscia di Gaza e trasformarla in una destinazione balneare, anche se la continuazione del cessate il fuoco tra Israele e Hamas è incerta. Il vertice ospitato dal presidente egiziano Abdel-Fattah Al-Sisi dovrebbe includere i leader dei ‘pesi massimi’ regionali Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, il cui sostegno è considerato cruciale per qualsiasi piano postbellico.
L’Egitto ha sviluppato un piano postbellico in base al quale i palestinesi verrebbero trasferiti in aree sicure all’interno di Gaza, dotate di case mobili, mentre le città vengono ricostruite. Hamas cederebbe il potere a un’amministrazione provvisoria di indipendenti politici fino a quando un’Autorità palestinese riformata non potrà assumerne il controllo. Il presidente palestinese Mahmoud Abbas, capo dell’Autorità nazionale palestinese, partecipa al vertice.
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