La kermesse si è aperta con un ricordo di Tina Anselmi e dell'alluvione di Firenze

"Per chi crede che la politica sia proporre qualcosa, non odiare qualcuno, noi ci siamo". Matteo Renzi annuncia la sua presenza alla Leopolda con un tweet, lo fa per rispetto dell'amico Matteo Richetti a cui tocca aprire sul palco l'edizione numero sette. Ma a pochi minuti dall'inizio, il segretario del Pd si immerge nella folla sotto il palco: camicia bianca e senza cravatta, stringe mani e posa per i selfie.

Quindi si siede in prima fila con la moglie Agnese e scatta un selfie con l'iPad, messa a fuoco sulla platea retrostante. Sul palco salgono la presidente dell'Umbria Catiuscia Marini e la senatrice Pezzopane per parlare di dopo terremoto. Poi tocca a don Andrea Monsignori del Cottolengo e all'Anfas in rappresentanza del terzo settore e delle cooperative sociali. Intervengono anche il senatore Ivan Scalfarotto per parlare di unioni civili e Stefano Guarnieri, padre di un ragazzo morto in un incidente stradale, per ricordare la legge voluta dal governo sull'omicidio stradale. Marco Bollati parla del Dopodinoi. E' davvero la Leopolda "speciale della gente normale", come anticipato dal premier.

Niente vip, almeno per questa prima giornata che si apre con un buffet gratuito e si chiude con un'Amatriciana di solidarietà. Al primo posto vengono la politica e le persone, perché, come ricorda in chiusura il ministro Graziano Delrio: "Potremo anche perdere qualche battaglia, ma non ci possiamo perdere. Per noi le persone sono preziosissime, tutte". La Leopolda, precisa Delrio, "ha rappresentato un modo per fare sentire la voce della gente comune". E Matteo Richetti spiega la 'ratio' di questa settima edizione: "E' una Leopolda pancia a terra, con il governo in prima linea" per le sfide referendarie e per la ricostruzione post sisma. Sul palco spetta a Richetti la parte di poliziotto cattivo. E'lui a indicare l'avversario da combattere. "Non è chi vota No ma chi si ferma alla denuncia e non costruisce: questo è peggio del populismo, è peggio dell'antipolitica", tuona.

Domattina si inizia alle 9.30 con i tavoli tematici a cui partecipano anche i ministri, al pomeriggio Brunello Cucinelli illustrerà il suo progetto per Norcia e ci sarà una testimonianza da Lampedusa del medico di Fuocoammare. Nel pomeriggio focus sulla riforma costituzionale con Maria Elena e un gruppo di giuristi. "Perchè uniamo i due temi del terremoto e dei migranti? Perché c'è da ricostruire una chiesa, quella di San Benedetto da Norcia patrono d'Europa, ma anche un'Unione europea che si gira dall'altra parte quando si parla di immigrazione e di ricostruzione", spiega Renzi. Sempre domattina alle 10 a Palazzo Vecchio il premier firma il Patto per Firenze con il sindaco Dario Nardella. Alle 15 inizia in città la contromanifestazione. Domenica Renzi "si toglierà qualche sassolino", ha annunciato.
 

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