L'ex ministro dell'Economia interviene sulla minaccia di dimissioni del suo successore smentite dal Mef. "I governi ai quali ho partecipato io, erano molto più coesi"
Fino a pochi mesi fa leggi di Bilancio, manovre, Def e decreti da finanziare erano il pane quotidiano di Pier Carlo Padoan. In quattro anni da ministro dell'Economia, prima con il governo Renzi e successivamente con Paolo Gentiloni in tolda di comando a Palazzo Chigi, era lui 'l'uomo chiave', il ministro a cui chiedere copertura sui vari provvedimenti. Chissà quante volte gli saranno fischiate le orecchie, ogni volta che qualche dicastero doveva predisporre norme, misure o delibere.
Nella sua 'nuova vita' da parlamentare semplice almeno ha riguadagnato la padronanza del suo tempo, ma soprattutto non deve più girare guardandosi attorno per rispondere alle richieste di udienza da parte di deputati, senatori e ministri. Oggi sono invece i cronisti a 'inseguirlo' tra i corridoi di Montecitorio, a caccia di una dichiarazione o una battuta, anche veloce.
È accaduto anche con LaPresse, che ha chiesto a Padoan di dire la sua su quanto sta accadendo al suo successore, Giovanni Tria, nuovo titolare del ministero dell'Economia del governo Lega-M5S. Le indiscrezioni rivelano forti tensioni con le due forze politiche di maggioranza, ma in particolare con i Cinquestelle e il suo capo politico, Luigi Di Maio, che ha puntato i piedi pubblicamente su quello che considera il cardine dell'azione politica del suo gruppo: il reddito di cittadinanza.
Nonostante il vicepremier neghi che qualcuno chieda o voglia le dimissioni di Tria, così come il Mef smentisce che il ministro abbia anche solo pensato ad andarsene, il clima appare comunque teso, agli occhi di chi osserva dall'esterno.
Onorevole Padoan, nella sua esperienza di governo chissà quante volte si sarà trovato ad affrontare gli stessi problemi di Tria… "Quale problema? Quello di trovare l'equilibrio di bilancio?
Più che altro di fronteggiare i cosiddetti 'assalti alla diligenza'. Le sarà capitato, no?
"Beh, no. La condizione di Tria è molto diversa da quella in cui mi trovavo io, perché il governo era molto più coeso. Quindi c'erano vincoli molto più importanti"
Però, alla sua porta qualcuno avrà pur bussato…
"Il problema di Tria è che ogni giorno i suoi colleghi di governo dicono cose diverse tra di loro, e diverse da quelle che dice lui".
Il ministero ha già smentito ufficialmente, ma crede possibile che Tria abbia 'minacciato' le dimissioni? A lei è mai capitato di dover fare la stessa cosa?
"Guardi, se il Mef ha smentito, allora mi fido di quello che dice il Mef"
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