Il capo dello Stato non nasconde nei colloquio di 'tifare' ancora per la strada del dialogo con l'Ue

Il silenzio è doveroso, soprattutto ora che il Paese deve certamente affrontare il momento più difficile della sua storia economica. Sergio Mattarella si trincera dietro un rigoroso 'no comment' anche perché ogni parola in questo momento si potrebbe trasformare in un macigno.

La bocciatura della manovra da parte dell'Ue era ampiamente annunciata, di certo però non può passare come un fatto usuale. I contatti con palazzo Chigi sono frequenti soprattutto con il premier Giuseppe Conte, e il capo dello Stato non nasconde nei colloquio di 'tifare' ancora per la strada del dialogo con l'Ue. Il braccio di ferro con la Commissione europea non produrrà nulla di buono e i suggerimenti di Mattarella si restringono nel solo campo della necessità che un confronto serio e a viso aperto ci sia e sia produttivo. Per questo l'inquilino del Colle confida è spera nella cena di sabato tra Conte e il presidente della commissione Ue Jean Claude Juncker, durante la quale, fanno sapere da palazzo Chigi, potrebbero essere fatti "piccoli passi indietro".

Sulla resto della partita Mattarella resta fermo nelle sue prerogative: non entrerà nel merito della manovra fino a quando non si sarà espresso il Parlamento. L'attenzione ovviamente resta alta sull'andamento dei mercati, sulla sostenibilità e l'equilibrio dei bilanci, oltre alla tutela dei risparmi di cittadini e imprese. Punti fondanti della nostra Costituzione.

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