Il ministro per gli Affari Europei: "È una sfida avvincente, servono responsabilità e realismo"
Sul Pnrr “si procede benissimo, senza difficoltà, sia nel governo che nella maggioranza. Sento cose che non esistono“. Lo ha detto il ministro per gli Affari Europei Raffaele Fitto, a margine di un incontro alla Luiss rispondendo alla domanda se ci siano delle tensioni nell’esecutivo sul Pnrr.
“È una sfida avvincente, che ha bisogno di responsabilità ma anche di realismo, per cercare di cogliere per tempo le criticità. Non si tratta di compiere delle scelte ma di prendere atto di quello che è possibile e non è possibile fare” ha sottolineato Fitto. “Nel regolamento di attuazione all’articolo 21 si parla della possibilità di modificare il piano di fronte a delle situazione che ne giustifichino la scelta. Penso che quando è stato scritto nessuno potesse immaginare che in Europa sarebbe scoppiata una guerra e una drammatica crisi dal punto di vista energetico, con tutto ciò che questo ha comportato”, ha aggiunto il ministro.
“Mentre discutiamo del Pnrr, abbiamo contemporaneamente la programmazione di Coesione per la quale abbiamo da spendere oltre 80 miliardi. Questo è un tema di cui parlare in modo scollegato dall’altro o di cui occuparci insieme? Il tentativo che dobbiamo mettere in campo è quello di una visione complessiva” le parole del ministro per gli Affari europei.
“Il governo ha fatto alcune scelte sulla governance che sono in discussione al Senato. Leggo che aver scelto di modificare la governance del Pnrr ha portato a ritardi” ma prima “il decreto sulla governance lo lascerei entrare in vigore” ha spiegato Raffaele Fitto, parlando del decreto sulla governance del Pnnr, in corso di conversione in legge in Senato. “È in corso la Commissione, stiamo definendo gli ultimi emendamenti”, ha poi aggiunto. “Il debito pubblico non riguarda l’immediato ma le generazioni future. C’è un surplus di attenzione su come queste risorse vengono spese”.
Fitto: “Governo ha orizzonte di 5 anni”
“Il Pnrr ci ha insegnato che corriamo sulle scadenze. Questo governo rispetto ai precedenti esecutivi ha un orizzonte temporale che non è di 6-12 mesi, quindi ha l’obbligo di capire non quello che accade alla prossima scadenza ma cosa accade a giugno 2026, quando il programma sarà terminato. È il governo che dovrà dare conto di cosa è accaduto in questi 5 anni”. Lo ha detto il ministro per gli Affari Europei Raffaele Fitto, all’incontro alla Luiss ‘Pnrr: sfide e opportunità’. “Se ci dovesse essere un intervento che non si realizza e ce ne accorgiamo a giugno 2025 noi perderemmo le risorse”, ha sottolineato.
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