Il ministro degli Esteri al Consiglio di Sicurezza: "La ricostruzione sarà priorità del G7 del 2024"
L’intervento del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Il titolare della Farnesina, intervenuto per fare le veci della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha detto che l’Italia vuole “una pace giusta per l’Ucraina” e “una pace giusta significa la libertà dell’Ucraina”. Il vicepremier, ricordando la posizione del governo, ha detto che l’Italia “è dalla parte dell’Ucraina, di un popolo invaso che combatte per difendere la sua libertà e sovranità“. E ha proseguito: “Volodymyr Zelensky e il popolo ucraino sanno che l’Italia è con loro e sarà con loro. Per loro, ma per l’Italia stessa, dobbiamo tutelare due principi essenziali della Carta delle Nazioni Unite: sovranità e integrità territoriale, ben riflessi anche nella posizione del G7 e nella recente dichiarazione finale dei leader del G20 a Nuova Delhi”. Inoltre, “sosteniamo sinceramente la formula di pace in 10 punti del presidente Zelensky“, ha detto Tajani, evidenziando alcune priorità del governo italiano. A cominciare dalla situazione della sicurezza nella centrale nucleare di Zaporizhzhia per la quale, ha detto, “siamo molto preoccupati”. Occorre al riguardo “continuare a sostenere gli sforzi del direttore dell’Agenzia nucleare dell’Aiea, Grossi. Il rischio è un’altra Chernobyl“. C’è poi la situazione umanitaria. “Sosteniamo l’iniziativa del Vaticano di scambiare prigionieri e consentire ai bambini ucraini di ricongiungersi alle loro famiglie“, ha affermato il ministro nel suo intervento.
Tajani su migranti: “Pressione aggravata anche da crisi grano”
In un altro passaggio dell’intervento, Tajani ha parlato anche dell’emergenza migranti che l’Italia sta affrontando, come conseguenza dell’invasione russa in Ucraina. “Tutti subiamo le conseguenze di questa guerra che come un domino ha colpito le nostre società: crisi energetica, aumento dei prezzi delle materie prime, inflazione, rifugiati”, ha detto, citando poi la “crescente pressione migratoria dall’Africa, in particolare verso l’Italia, aggravata dalla crisi alimentare causata dal blocco dei cereali da parte della Russia”. Ma, ha aggiunto, “la comunità internazionale non si è arresa di fronte a queste difficoltà, nonostante la stanchezza delle nostre opinioni pubbliche”. Inoltre, “l’Italia condanna fermamente la decisione della Russia di porre fine all’Iniziativa sui cereali del Mar Nero“, ha detto Tajani, sottolineando che “questa decisione mette in pericolo la vita di milioni di persone in Africa, aumenta l’insicurezza alimentare e costringe centinaia di migliaia di persone a lasciare le proprie terre, cadendo nelle mani dei mercanti di morte che vendono la propria vita nel disperato viaggio verso il Mediterraneo”. E ha poi proseguito: “L’Italia, che ha ospitato il vertice sui sistemi alimentari a luglio, accoglie con favore gli sforzi del presidente Erdogan e del segretario generale Guterres per rilanciare l’iniziativa sui cereali del Mar Nero”.
“Serve riforma inclusiva del Consiglio di sicurezza”
Tajani ha inoltre avallato la proposta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di riformare il Consiglio di Sicurezza. Dopo la crisi ucraina, ha affermato, “dobbiamo ammettere che qualcosa non ha funzionato. Pensavamo che la pace e la sicurezza internazionale fossero date per scontate. Il Consiglio di Sicurezza è bloccato da decenni. La posizione del governo italiano è molto chiara. Abbiamo bisogno di un Consiglio di Sicurezza che sia più giusto, rappresentativo e inclusivo“. E ha aggiunto: “Più rappresentatività significa per noi dare più possibilità di sedere nel Consiglio all’Africa, all’Asia, all’America Latina e agli Stati insulari, senza però creare nuove gerarchie e privilegi”.
“Ricostruzione Ucraina sarà priorità del G7 in Italia”
Tajani ha inoltre sottolineato, guardando al G7 che si terrà in Italia il prossimo anno, che in quell’occasione “la ricostruzione dell’Ucraina sarà una delle massime priorità della Presidenza italiana“. Il ministro ha ricordato: “L’aggressione russa all’Ucraina ha raggiunto i siti religiosi. Secondo l’Unesco più di 120 siti religiosi sono stati danneggiati. Dopo il bombardamento della cattedrale di Odessa abbiamo lanciato un progetto italiano per la ricostruzione. Odessa è stata progettata da architetti italiani. L’Italia sarà in prima linea nella ricostruzione. È un progetto di rinascita sociale e spirituale, potete contare sull’Italia”.
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