La lettera in vista del Consiglio Agricoltura: "Molte domande che devono essere discusse"

In vista del Consiglio Ue Agricoltura di martedì la delegazione italiana, assieme a quella austriaca e francese, appoggiate dalle delegazioni ceca, cipriota, greca, ungherese, lussemburghese, lituana, maltese, rumena e slovacca, hanno inviato una nota sul ruolo della Pac (Politica Agricola Comune) nel salvaguardare la produzione alimentare primaria e di alta qualità di origine agricola e sul tema della carne ‘coltivata’, vale a dire prodotta in laboratorio a partire da cellule animali. “In tutto il mondo sono emerse alcune nuove pratiche di produzione alimentare basate su cellule artificiali coltivate in laboratorio .-si legge nel testo -. Tuttavia, queste pratiche rappresentano una minaccia agli approcci primari basati sull’agricoltura e ai metodi di produzione alimentare genuina che sono al centro del modello agricolo europeo. Queste nuove pratiche includono la produzione di carne utilizzando la tecnologia delle cellule staminali, che richiede tessuti provenienti da animali vivi. Lo sviluppo di questa nuova produzione alimentare coltivata in laboratorio solleva molte domande che devono essere discusse approfonditamente tra gli Stati membri, la Commissione, le parti interessate e il pubblico in generale”.

“Gli agricoltori europei contribuiscono per circa l’1,3% al Pil europeo, ma i loro sforzi per garantire la sicurezza alimentare e una maggiore autosufficienza, nonché per fornire ai cittadini alimenti sicuri e di alta qualità, sono molto più elevati – proseguono le delegazioni -. Gli agricoltori europei sono certamente la spina dorsale dell’economia rurale e delle aree rurali prospere e vitali, coltivandole con pratiche sostenibili incoraggiate dalla PAC e proteggendo i paesaggi culturali e l’ambiente. L’agricoltura europea si distingue anche per il suo approccio basato sulla produzione agricola e primaria. Tutto questo è garantito dalla PAC”. 

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