Il senatore di Italia Viva sentito come teste dalla corte d'Assise di Roma

 “Quando accade questo delitto efferato noi reagimmo arrivando al richiamo dell’ambasciatore. Io dopo la tragica vicenda di Giulio incontrai Al Sisi al G20 in Cina il 6 settembre del 2016. Lo incontrai per esprimere delusione. In quell’occasione Al Sisi mi chiese di rimandare l’ambasciatore italiano in Egitto ed io gli risposi di no e gli dissi subito che non avremmo mai accettato verità di comodo. A marzo del 2016 l’Egitto ci diede una verità di comodo che noi respingemmo”. Così il senatore di Italia Viva ed ex premier Matteo Renzi, sentito come teste davanti alla corte d’Assise di Roma nell’ambito del processo per la morte di Giulio Regeni. Le domande all’ex premier sono state formulate dal procuratore di Roma, Francesco Lo Voi.

Prima della vicenda tragica di Giulio Regeni, “io – aggiunge Renzi – ho svolto una lunga relazione geopolitica nella sede della commissione di inchiesta. Argomenti che spero possano essere utili: il mio interlocutore era il presidente Al Sisi. Il nostro rapporto governo italiano-presidenza della Repubblica egiziana era molto buono fino alla vicenda terribile e drammatica di Giulio Regeni. Per questo divido in due fasi i nostri rapporti con gli egiziani. Fino alla morte di Regeni c’era una collaborazione, soprattutto legata alla prevenzione degli attentati terroristici di matrice islamica, poi una rottura sostanziale delle relazioni con il richiamo dell’ambasciatore”.

Renzi: comportamento Farnesina è stato legittimo

“Vengo informato il 31 gennaio dalla Farnesina e mi dissero che qualcosa era accaduto qualcosa di grave a un nostro ricercatore. Se mi fosse stato chiaro da subito avremmo potuto attuare qualcosa in più ma il comportamento della Farnesina è stato legittimo. Noi mettiamo in campo tutti i nostri strumenti perché c’era crescente preoccupazione da parte degli apparati che, come è fisiologico, erano già a conoscenza della vicenda. Se dal 26 al 31 gennaio la Farnesina ha ritenuto di tenere bassa una vicenda così complessa avrà fatto una sua valutazione, conosceva i rapporti con Al Sisi. Poi il 31, quando lo sento, era molto pessimista”, ha aggiunto Renzi. 

Legale genitori: da Renzi e Minniti chiarezza su date

Poco prima della testimonianza di Matteo Ranzi, ha parlato Alessandra Ballerini, avvocato della famiglia Regeni: “Sarà un’udienza importante. Matteo Renzi e Marco Minniti ci racconteranno quando e come hanno saputo, cosa hanno fatto allora e cosa hanno fatto dopo per avere verità e giustizia per Giulio. Sarebbe bello avere chiarezza sulle date, anche perché è stato detto che se avesse saputo dal 31 gennaio avrebbe potuto salvarlo”, ha dichiarato il legale. 

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