I risultati del voto tedesco alimentano il dibattito politico in Italia. Schlein: "Destre forti ma non imbattibili"
Il successo dell’Unione (Cdu-Csu), lo sprint dell’ultradestra di AfD e il crollo dell’Spd: i risultati delle elezioni in Germania alimentano il dibattito politico anche in Italia. La premier Giorgia Meloni in una telefonata con il leader della Cdu, Friedrich Merz, si è congratulata “per la vittoria delle elezioni” – si legge in una nota di Palazzo Chigi. La presidente del Consiglio, inoltre, “ha confermato l’auspicio di poter ulteriormente intensificare le già eccellenti relazioni bilaterali ed espresso la disponibilità a lavorare sin da subito in stretto contatto per rafforzare la sicurezza e rilanciare la competitività dell’Europa ed affrontare le numerose sfide comuni, a partire dal contrasto all’immigrazione irregolare”.
Elezioni Germania, le reazioni nella maggioranza
Dal canto suo, il vicepremier e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, commenta: “Credo che questo voto permetterà alla Germania di avere un governo stabile” e “il successo dell’alleanza Cdu-Csu è il miglior antidoto contro gli estremismi e i populismi che rischiano di fare danno all’Europa”. E poi specifica: “L’AfD non è un nostro interlocutore, perché ha una visione completamente diversa dalla nostra. Rispetto tutti coloro che votano, ma le posizioni dell’AfD sono inconciliabili con le mie, io sostengo la Cdu-Csu”. Mentre la Lega ‘esulta’ per il risultato ottenuto dal partito guidato da Alice Weidel. “Di estremo io vedo poco e niente. Spero che il voto popolare non venga sovvertito con un inciucio fra Popolari e Socialisti”, è la sintesi offerta da Matteo Salvini. E l’eurodeputato Roberto Vannacci rincara la dose: “Le elezioni in Germania hanno segnato la fine dell’era Scholz: i socialdemocratici crollano al peggior risultato dal dopoguerra e la Cdu di Merz si avvia a governare. Ma il segnale più forte arriva dal popolo: l’82,5% di affluenza dimostra la voglia di cambiamento, mentre l’AfD cresce in maniera storica“. Secondo Vannacci, insomma, “l’era del mondo al contrario sta finendo”. Ancora, per il leader di Noi moderati, Maurizio Lupi, “l’affermazione della Cdu/Csu in Germania è una spinta decisiva verso il rafforzamento dell’Unione europea, che non deve seguire acriticamente la strategia di Trump, ma dialogare e costruire una propria autonomia strategica”.
Schlein: “Destre forti ma non imbattibili”
E non solo. La segretaria del Pd, Elly Schlein, nel corso di una diretta social consegna questa analisi: “Sicuramente ha pesato molto in Germania, come negli Usa, la condizione materiale delle persone” e “la recessione economica che va avanti da tempo in Germania”. E poi pone l’accento sul fatto che “le destre sono forti oggi, anche con la spinta di Trump e Musk, ma non sono imbattibili. Non le batteremo seguendole, ma sul terreno economico e sociale, dove non hanno saputo rispondere ai bisogni”. Secondo Carlo Calenda, leader di Azione, invece, “è un fatto positivo che in Germania abbia vinto la Cdu e credo che ci si potrà lavorare per costruire un’Europa più forte. Però adesso la questione fondamentale è che il governo tedesco sia anch’esso forte e decisionista, capace di marginalizzare la AfD”. Per Italia viva la coordinatrice nazionale Raffaella Paita scatta questa fotografia: “I tedeschi con questo voto hanno ribadito che vogliono una Germania europeista e indipendente da influenze esterne. Ora l’Europa deve darsi una sveglia”. E Angelo Bonelli, deputato di Avs, commenta: “Le elezioni in Germania sono state profondamente condizionate dalle ingerenze di Elon Musk, esponente del governo Trump e proprietario della piattaforma X, che ha cercato di manipolare il voto in favore dell’AfD, partito di estrema destra con radici naziste. Eppure, nonostante questa intromissione, Musk è stato sconfitto: non ci sarà alcun governo con AfD“.
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