La destinazione non sarà più vincolata alla vicinanza

L’individuazione del “porto sicuro per l’attracco delle navi che soccorrono Migranti in mare è prerogativa del ministero dell’Interno, in raccordo con le Capitanerie di Porto, e tale individuazione deve necessariamente tener conto di molteplici fattori che incidono sulla scelta.

La decisione del Consiglio di Stato

A stabilirlo è il Consiglio di Stato che oggi con una sentenza ha respinto il ricorso presentato dalla ‘Geo Barents’, confermando la piena legittimità dell’operato del Viminale nella gestione degli sbarchi. In particolare, la decisione ribadisce che nell’individuazione dei cosiddetti POS (Place of Safety), in raccordo con le Capitanerie di porto, entrano in gioco più criteri: oltre alla logistica, si valutano infatti le esigenze di ordine pubblico e di accoglienza per garantire sicurezza, efficienza e sostenibilità nella gestione dei flussi migratori.

La scelta del Porto Sicuro

Il Consiglio di Stato ha anche confermato come la scelta del POS non sia vincolata al porto più vicino, ma sia frutto di una valutazione complessiva, e che il Viminale ha operato nel rispetto delle esigenze concrete, adottando una strategia che ha permesso finora di distribuire gli sbarchi in maniera ordinata e funzionale, evitando il sovraccarico delle strutture e garantendo un’accoglienza adeguata.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata