Il Direttore del Centro cuore di Alessandria: "Ho scelto la sala operatoria, dopo la prima volta non ho mai smesso"

La passione per il cuore nasce quando era bambino, quando accompagnò lo zio a prendere all’aeroporto Christiaan Neethling Barnard, Il medico chirurgo che eseguì il primo trapianto al mondo nella storia della medicina. Quell’incontro ha segnato la strada di Mario Fabbrocini, nato a Ottaviano, in provincia di Napoli, specialista in cardiochirurgia che vanta 36 anni di esperienza e un traguardo che raggiungerà quest’anno: 20mila interventi eseguiti in prima persona.

Ventimila interventi che significano aver salvato la vita a 20mila persone. “Non ho smesso mai di aggiornarmi, di fare formazione – racconta a LaPresse – Nè ho mai perso l’entusiasmo. Pensi che con un taglietto di 3 o 4 centimetri posso intervenire sul cuore, guardando tutto da uno schermo, con l’aiuto di occhiali 3D che restituiscono anche la profondità”. “Ho scelto la sala operatoria per la mia professione, senza mai diventare professore universitario”, sottolinea. Quando, bambino, ha capito cosa sarebbe voluto diventare da grande, ha iniziato a correre per raggiungere la meta. A 16 anni si diploma, a 23 anni consegue la laurea in medicina e chirurgia, a 28 anni la specializzazione. “A 30 anni ho avuto la possibilità e la fortuna di poter eseguire Il mio primo intervento”, dice.

Da quella prima volta, Fabbrocini non si è più fermato. Oggi dirige il Dipartimento Cardio-Vascolare – Centro Cuore – dell’Istituto Clinico città di Alessandria, ma mantiene stretto il legame con la sua terra, Napoli, dove torna per le visite ambulatoriali. Due tra tanti gli interventi che Fabbrocini ricorda. Il primo è la ricostruzione del ventricolo sinistro dopo “un infarto devastante”.

“Ho messo a punto una tecnica che era l’evoluzione di una precedente”, la tecnica di Jatene-Dor, ‘battezzandola “Twist technique”. Un’esperienza che ha raccontato come “riflessione” – spiega Fabbrocini, al Congresso mondiale di Cardiochirurgia in Sud Africa e che gli è valsa anche due premi negli Stati Uniti. Il secondo è del 2005 quando ha eseguito, primo al mondo, un intervento di sostituzione della valvola aortica, aorta ascendente, arco aortico, aorta discendente in un unico tempo senza arresto di circolo. Una piccola piega in un tessuto liscio però c’è. “Oggi Il rapporto fiduciario medico-paziente sta sparendo e questo porta a una certa litigiosità nei confronti dei medici insieme con Il ricorso frequente a denunce e causa – conclude – e questo senza considerare che nel 97% dei casi le cause contro i medici vengono archiviate”.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata